Negozi a tempo contro la crisi: a Milano 150 temporary shop

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Se la crisi colpisce i negozi, Milano accende i temporary store. Traduzione: negozi a tempo determinato. Da qualche anno sono la nuova filosofia del mercato: un nuovo modo di fare business per promuovere un brand e vendere prodotti.

 

NEGOZI A TEMPO CONTRO LA CRISI

Negozi a tempo contro la crisi: a Milano 150 temporary shop

Negozi a tempo contro la crisi: a Milano 150 temporary shop

Temporary shop: l’altra faccia del commercio in crisi. Le aziende li usano per smaltire eccedenze invendute o lanciare nuove linee di prodotto.

A Milano va la medaglia d’oro dei negozi a tempo: 150 store, di cui 30 solo in zona Tortona. Secondo i dati di Assotemporary (l’associazione di categoria nata nel 2008), nel capoluogo lombardo si concentrano il 70% dei temporary shop italiani (dagli store di design e moda, in misura maggiore al 65%, a quelli di food, 13%, gioielli, 7%, e automotive, 5%).  I prezzi medi di affitto? Dai 1.300 fino ai due mila euro a settimana. Le zone della città più gettonate che fanno della turnazione la propria cifra specifica? Garibaldi-Repubblica (dove tutto è cominciato), Brera e soprattutto la zona Tortona-Savona.

 

MILANO CAPITALE DEI TEMPORARY STORE

Il pioniere di questa forma di business è stato Paolo Comini, ex agente di commercio, oggi 60enne e pensionato in Costa Rica. Nel 2005 aprì lo spazio Sidecar, in corso Garibaldi 59 a Milano. «Mi ero reso conto della difficoltà di vendere i marchi dell’abbigliamento ai negozi. Così ho scoperto che era più facile vendere i negozi ai marchi» commenta sul Corriere della Sera.

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