Attenzione al cibo industriale: può essere una droga (e le aziende lo sanno bene)

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Anche il cibo può diventare una droga, o comunque una dipendenza. Soprattutto se restiamo inerti lasciando che a fornirci il cibo sia solo l’industria alimentare che ha i suoi pro, ma per motivi di conservazione, di costi e di omogeneizzazione, usa sali, zuccheri e grassi in dosi massicce oltre alle sostanze necessarie per rendere tutto sempre uguale nel sapore e nel colore.

 

CIBO INDUSTRIALE SAPORITO MA NON SEMPRE SANO

Tutte sostanze che andrebbero assunte con moderazione perché in dosi eccessive hanno effetti deleteri sul nostro organismo, oltre ad indurre una forma di “dipendenza gustativa” che poi è quanto accade, in modo evidente, anche agli animali domestici che rifiutano la trota perché la scatoletta o il croccantino risultano più saporiti.

Noi e i nostri amici animali quindi, con il “cibo pronto”, più che alimentarci ci droghiamo, perché manca una corretta informazione che compensi l’asimmetria della guerra fra i sapori dell’industria e quelli dei cibi freschi e naturali.

 

I FAST FOOD CI ABITUANO A MANGIARE TROPPO E MALE
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L’industria alimentare fa largo ricorso a sali, zuccheri e grassi: è necessario essere informati per effettuare scelte di consumo consapevoli

Accade così che per comodità e per “non perdere tempo” intasiamo i fast food diventando malnutriti e sovralimentati in percentuali preoccupanti: in poche parole mangiamo troppo, ma non mangiamo il necessario.

Ingurgitiamo cibi ipercalorici, ma scarsamente nutritivi e poveri di vitamine e minerali, facciamo poca fatica e poco moto, con il risultato che danneggiamo e indeboliamo il nostro organismo.

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