La comunicazione delle pmi? Se ne fa poca (e spesso male)

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All’interno di un’azienda, dal punto di vista della comunicazione, c’è sempre qualcosa che può essere fatto meglio. Investire in comunicazione d’altra parte porta con sé una legittima aspettativa: avere un ritorno.

 

LE PMI OTTENGONO RISULTATI INFERIORI RISPETTO ALLE GRANDI IMPRESE

Che sia il consolidamento del business, l’incremento delle vendite, il migliore o più corretto posizionamento della propria marca o del prodotto, l’aumento di notorietà dell’azienda… Qualcosa ci si aspetta sempre. Ma capita spesso che il ritorno non sia quello atteso. E quando ciò accade vale la pena cercare il motivo.

Senza dubbio lo troverete nascosto nella comunicazione che avete prodotto o mancato di produrre. Da un sondaggio sul territorio nazionale, incrociando i dati di crescita con i dati disponibili sugli investimenti in comunicazione delle piccole e medie imprese, si è constatato che queste, rispetto alle grandi, ottengono risultati mediamente molto più bassi, in percentuale, di quanto una corretta comunicazione sia capace di provocare.

 

NON SEMPRE SI RICORRE A PROFESSIONISTI DEL SETTORE

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Le pmi italiane sono piene di sedicenti esperti di comunicazione  

Una delle cause sta nel fatto che spesso le piccole e medie imprese sono poco o male strutturate sul fronte della comunicazione, per cui anche il solo termine “comunicazione” viene considerato secondo criteri del tutto arbitrari e soggettivi. Questo le porta ad allestire, o a far allestire, meccanismi, materiali e contenuti di comunicazione in modo “artigianale”, improvvisando per emergenza, per necessità contingenti o occasionali e utilizzando troppo spesso sedicenti figure “professionali” che potrei definire eufemisticamente “non sufficientemente adeguate allo scopo”.

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