Cavalleri: velo islamico e foulard delle nostre nonne? Nessuna differenza

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Il velo islamico di Dolce & Gabbana compie un anno. È la moda occidentale dedicata alle donne musulmane in continua espansione. Ma qual è la differenza tra il velo e il foulard delle nostre nonne?

Lo spiega a BiMag Franco Cavalleri, autore del libro Le donne e l’Islam e studioso dei fenomeni sociali. È lui a indicare la strada per il dopodomani: mercato halal sempre più importante e, perché no, travaso di moda islamica verso quella occidentale.

 

Franco Cavalleri, la collezione di Dolce & Gabbana riservata alle donne musulmane compie un anno. Quali sono le potenzialità del mercato arabo?

Franco Cavalleri, autore del libro "Le donne e l'Islam"

Franco Cavalleri, autore del libro “Le donne e l’Islam”

«Sono ormai molte le case che si rivolgono anche a questo particolare settore. Non solo nel campo dell’alta moda, dei grandi stilisti, ma anche in quello delle grandi catene internazionali. Certo, è un mercato ancora molto ridotto. Anche in questi giorni le donne islamiche a cui ho chiesto un parere mi hanno confessato i problemi a trovare abiti adeguati, secondo le prescrizioni halal, senza doversi dissanguare: non tutte possono permettersi Dolce & Gabbana, e l’abbigliamento che arriva dai loro paesi di origine è insufficiente come quantità. O non soddisfa il gusto estetico di giovani donne cresciute in Europa».

 

Quali sono i principali vincoli islamici in tema di abbigliamento? Il velo è un obbligo?

La moda islamica con velo secondo Dolce & Gabbana

La moda islamica con velo secondo Dolce & Gabbana

«Questo è un punto molto importante. Quando si pensa all’abbigliamento delle donne musulmane, il pensiero va immancabilmente al velo e al burqa. In realtà, le prescrizioni dell’Islam sono ben diverse. Prima di tutto, decoro e pulizia, e questo vale per le donne come per gli uomini. Per le donne, in più, è richiesto che corpo, braccia e gambe siano coperte: quindi, maniche lunghe e gonne o pantaloni fino a terra, o almeno alle caviglie. Niente top o camicette corte, ovviamente. Il velo deve coprire i capelli, non il volto: un po’ alla stregua del foulard che le cinquantenni di oggi ricordano aver visto indossato da mamme e nonne. D’altronde, le nostre città sono pieni di ragazze, e anche ragazzi, che indossano felpe o giubbotti con cappuccio: non c’è grande differenza. I colori? Libertà di scelta. Come per gli accessori. In questo, anzi, la moda islamica è molto appariscente!».

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