I palazzi del futuro? Stampati in 3D con la struttura delle ossa

 

PARTNER INDUSTRIALI E UN PADIGILIONE IN COSTRUZIONE
Il processo di stampa in 3D del materiale progettato da Actlab, Wasp e Filo Alfa

Il processo di stampa in 3D del materiale progettato da Actlab, Wasp e Filo Alfa

La parete esposta al Made è un’anteprima del Trabeculae Pavilion, un padiglione fatto interamente di questo materiale che sarà montato davanti al Politecnico di Milano tra un mesetto. «Il materiale è un biopolimero che si scioglie nella stampante 3D». Tutto è stato realizzato insieme a due fondamentali partner industriale: Wasp, che produce stampanti 3D con un sogno molto chiaro, farne una così grande da essere in grado di stampare una casa, e Filo Alfa, che fa i filamenti per le macchine.

 

E ORA ANCHE LIBESKIND LO VUOLE
Il progetto di Actlab a Made Expo

Il progetto di Actlab a Made Expo

Si tratta ancora di una sperimentazione, ma la struttura di Actlab è interessante per vari motivi: il costo non è eccessivo, la resistenza è altissima, e si può ricoprire («L’abbiamo fatto con una fibra di vetro – spiega Anja – contro la pioggia») o rivestire del tutto usandola come struttura di base per un palazzo, ad esempio. Stampato in 3D. Leggero e insieme molto resistente. Grazie alla disposizione del materiale nei punti dove ce n’è più bisogno, indicati da un algoritmo.

Il progetto nato sotto il coordinamento scientifico di Ingrid Paoletti e Roberto Naboni sta piacendo moltissimo. E pare che anche lo studio dell’archistar Daniel Libeskind voglia usare questa struttura per un edificio alto 40 piani. Il primo passo verso i palazzi del futuro, con uno scheletro come il nostro.

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