Borsalino produce a tutto spiano (ma l’azienda è fallita)

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Borsalino, l’azienda di cappelli famosa in tutto il mondo, ampiamente celebrata dal grande cinema e attiva ormai da 160 anni, è fallita.

 

DISSESTO DA 34 MILIONI DI EURO

Il Tribunale di Alessandria ha rigettato la proposta di concordato proposta dall’azienda e coperta da una cordata di investitori italiani, svizzeri e cinesi. Si tratta di un dissesto da 34 milioni di euro.

Già un anno fa c’era stata una richiesta di concordato per cercare di uscire dalla situazione di estrema difficoltà, ma l’esito era stato il medesimo.

 

IL FATTURATO RAGGIUNGE I 17 MILIONI DI EURO

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Philippe Camperio, l’amministratore di Haeres Equita

Quando si pensa a una società in fallimento, subito si associa l’idea di stabilimenti senza lavoro e immagine del brand in caduta libera.

E proprio qui è il “paradosso” di Borsalino: quest’azienda è tutt’altro che fuori mercato. Lo stabilimento in provincia di Alessandria funziona a pieno ritmo, il fatturato raggiunge i 17 milioni di euro, il brand è apprezzato dal mercato e considerato un simbolo iconico del made in Italy. Si tratta di un’impresa tra l’altro molto ben radicata sul suo territorio e che dà lavoro a 134 dipendenti.

 

RAMO INDUSTRIALE NELLE MANI DI UNA CORDATA ITALO-SVIZZERA-CINESE

Insomma, ci sarebbero tutte le premesse per fare bene. E invece la situazione è già oltre il collasso e lo scenario si rivela particolarmente complesso.

Infatti, mentre la società proprietaria dello stabilimento deve fare i conti con i problemi di insolvenza, la parte industriale dell’azienda, quella che produce a tutto spiano, è stata data in affitto a Haeres Equita (la cordata di investitori cui si è fatto riferimento in precedenza) che ha acquistato il marchio per 18 milioni di euro e sta cercando in tutti i modi di uscire dall’impasse. Il futuro di questo storico brand è davvero appeso a un filo.

@BusinessPmi

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