Moda, Lipari (Papèm): tradizione o mobile? Vince la contaminazione

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«Le abitudini degli utenti nel campo del fashion stanno cambiando molto. Il mobile si sta ritagliando un ruolo di assoluto protagonista. I consumatori non vogliono rinunciare a toccare con mano il prodotto prima di acquistarlo, ma allo stesso tempo richiedono grande varietà nell’offerta». Carlo Alberto Lipari è co-founder e pr manager di Papèm, una startup tutta italiana che sta cercando di farsi largo nel mondo intasato del fashion retail. Niente a che vedere con l’eCommerce, piuttosto una sorta di facilitatore d’acquisto. Attraverso l’app di Papèm si può infatti individuare lo store in cui è disponibile un capo di abbigliamento che si sta cercando e verificarne la disponibilità. A quel punto si potrà andare in negozio “a colpo sicuro” per effettuare la prova e acquistarlo.

 

RICERCA ONLINE, ACQUISTO IN STORE

Il digitale che si affianca all’acquisto tradizionale. Senza che nessuno dei due prevalga sull’altro. Un business che punta sulla contaminazione. Coraggioso, per certi versi. «L’online non è affatto scollegato alla vendita offline, anzi migliora l’esperienza di acquisto in ogni suo aspetto. L’utente vuole poter programmare il proprio shopping e sapere cosa trovare e in quale negozio, lasciandosi ispirare continuamente dalle nuove collezioni», spiega a BiMag il giovane manager che per puntellare la sua esposizione si affida alla concretezza dei numeri: «Il 48 per cento dei consumatori italiani effettua una ricerca sul web prima di procedere a un acquisto offline». Il punto di arrivo sembra essere scontato: «Bisogna investire sull’omnicanalità, un trend in continua crescita e su cui si stanno uniformando i principali brand di settore».

 

NELLA MODA LARGO ALL’EVERYWHERE SHOPPER

Lo shopping è sempre più orientato alla multicanalità: mobile e store tradizionale non sono in competizione, ma alleati

Rischia allora di andare fuori strada chi pensa che nella moda l’intermediazione di web e app varie incontri ancora forti ostacoli. «Il settore del fashion retail sta cambiando radicalmente. Tutti, a partire dai brand famosi fino ad arrivare alle piccole boutique, stanno apportando dei cambiamenti importanti per andare incontro alle esigenze degli everywhere shopper. Le aziende del mondo del retail sono attentissime alle richieste dei fashion addicted. Cosa chiedono? Un maggiore ricorso al digital, e non solo in campo social».

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