Natale, previsioni di spesa in calo del 3% rispetto al 2014

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Il budget medio di spesa degli italiani per le festività natalizie del 2015 si attesterà sui 421 euro a famiglia, in calo quindi del 3% circa rispetto a quanto speso per il Natale 2014. E se per  Stylight, piattaforma di moda internazionale presente online in 15 paesi tra cui l’Italia, Paese per il quale il picco di vendite eCommerce è previsto per il tradizionale 8 dicembre, per la diciottesima edizione della Xmas Survey condotta da Deloitte su 14.065 consumatori in 14 Paesi – fra cui l’Italia –  la maggior parte dei Paesi registrano stime di spesa stabili se non addirittura in lieve calo. A distinguersi per un calo piuttosto accentuato sono invece Portogallo (-5,6%), Russia (-7%), Grecia (-8,6%) e Sud Africa (-9,9%), mentre la Danimarca rappresenta l’unica eccezione molto positiva, con un +5,2% delle previsioni di spesa.

Secondo lo studio, rimane comunque elevata la volontà di festeggiare il Natale: italiani ed europei non sono disposti ad accettare compromessi per quanto riguarda i loro acquisti. Le voci di spesa fra le quali il budget sarà distribuito – regali, cibo e attività ricreative – mantengono le stesse proporzioni degli scorsi anni: più della metà del budget è destinato ai regali, per il cibo si spende circa un terzo, mentre il rimanente budget è destinato ad le attività ludiche. Il budget riservato ai doni natalizi è infine equamente suddiviso tra regali per bambini, adulti e regali per sé o per il proprio partner.

La ricerca Deloitte ha inoltre evidenziato un dimezzamento della percentuale di consumatori che ritiene il nostro Paese ancora in una fase recessiva (il 43% contro l’82% nel 2014), mentre il 26% (rispetto all’8% dello scorso anno) dei consumatori si aspetta un decisivo miglioramento entro il prossimo anno, anche per quanto riguarda il potere di acquisto. Gli uomini si confermano i più ottimisti. Un trend sostanzialmente positivo che si evidenzia anche in Europa, anche se qualche opinioni negativa permane (Germania, Polonia, Russia, Sud Africa).

“Per la prima volta dopo alcuni anni, i dati che emergono ci permettono di individuare una crescente fiducia nel consumatore italiano. Tuttavia sembra che questi accenni di positività non siano ancora sufficienti per concretizzarsi in incrementi di spesa a breve termine” commenta Dario Righetti, partner Deloitte e responsabile per il settore consumer business.

Dalla ricerca è inoltre emerso che gli intervistati sono disponibili a ridurre le spese – se necessario – soprattutto nelle seguenti tipologie di acquisti: l’86% degli italiani si dichiara disposto a ridurre gli acquisti non ripetuti, come l’arredamento, il fai-da-te e le decorazioni; l’83% le spese per i prodotti di abbigliamento e accessori; l’82% per le attività di divertimento. Emergono, invece, in maniera chiara i settori nei quali i consumatori non sono disposti a ridurre le spese: il budget per la salute, i beni primari e l’educazione.

Quanto poi ai regali più desiderati, nel 2015 in Italia corrispondo a libri (43%), viaggi (43%) e il denaro (41%). La situazione è abbastanza allineata con il resto dell’Europa. Tra gli uomini altri regali desiderati sono quelli high-tech, soprattutto smartphone e tablet. Le donne invece vorrebbero ricevere abbigliamento e accessori oppure trattamenti di bellezza, massaggi, vestiti e accessori. I giovani, soprattutto nella fascia 25-34 anni, hanno dichiarato di voler trovare sotto l’albero soprattutto denaro. Le intenzioni di spesa dei consumatori italiani confermano, come lo scorso anno, i libri al primo posto nella classifica dei regali che faranno (42%), anche se in molti opteranno per dolci (25%) e prodotti di cosmetica (22%).

Per quanto riguarda il Natale dei figli, nella scelta del regalo quasi la metà degli intervistati (48%) darà importanza agli aspetti educativi, formativi e all’innovatività del regalo. Anche l’utilità pratica verrà presa in considerazione: i bambini infatti riceveranno articoli per l’infanzia (30%), libri (18%) e abbigliamento (17%), mentre i teenager riceveranno libri (24%), videogame (15%) e abbigliamento (11%). La maggior parte degli acquisti inizierà i primi di dicembre, giorni spesso caratterizzati da offerte promozionali, continuando fino alla Vigilia di Natale.

Circa i comportamenti di acquisto – rileva sempre la ricerca – il consumatore è sempre più attento ed esigente, con una crescente consapevolezza nel consumo. Il 96% delle spese degli italiani è in qualche modo influenzato dalle promozioni e dagli sconti, mentre i programmi fedeltà condizionano l’88% delle spese dei consumatori. Il 48% dei consumatori ridurrà gli acquisti di impulso e l’82% di loro pianificherà gli acquisti in anticipo preponendosi un budget.

La sostenibilità ambientale e l’etica sociale rimangono temi molto attuali. Nella scelta dei regali, gli italiani prendono in considerazione fattori come lo sfruttamento di lavoro minorile (il 77% dei consumatori afferma di non acquistare prodotti che coinvolgono bambini nella produzione), le informazioni disponibili riguardo al prodotto (il 75% si dichiara attento alle indicazioni presenti sul packaging) e l’impatto ambientale dei prodotti (il 71% afferma di non acquistare prodotti a causa delle loro emissioni di carbonio). Sempre più persone attuano inoltre strategie di confronto prezzi sui diversi canali. Questo a dimostrazione del fatto che il prezzo rimane il fattore discriminante nella scelta del regalo, ma senza tralasciare la qualità e l’utilità del bene acquistato.

“Quello che emerge dalla nostra ricerca e che conferma una tendenza ormai in atto da tempo è che gli italiani non rinunceranno agli acquisti, né per il Natale, né in generale. È cambiato tuttavia il comportamento del consumatore. Il consumismo sfrenato che ha caratterizzato anni di ricchezza economica è ormai superato e pensare di fare paragoni con il passato non è corretto”, afferma Dario Righetti. “Bisogna considerare il consumatore di oggi come una nuova figura, evoluta e più selettiva che vede nel prezzo di un bene un reale sinonimo di valore, sintesi di aspetti come la qualità del prodotto, l’utilità e il rispetto di regole etiche e sociali. Questo comportamento verrà enfatizzato per gli imminenti acquisti e consumi natalizi. Le imprese devono prendere atto di questo nuovo scenario e non sottovalutare la nuova forza di un consumatore che è oggi in grado di informarsi, confrontare e recensire i prodotti che vuole acquistare grazie ai nuovi mezzi a sua disposizione: chi supera la crisi supera se stesso senza essere “superato”, conclude Righetti.

In questo scenario , si deve sottolineare – emerge ancora dallo studio – che l’importanza del canale online si conferma in crescita. Sempre più consumatori utilizzano internet per gli acquisti, sia per quanto riguarda la ricerca di prodotti che per il confronto tra possibili scelte. Il budget medio stimato per gli acquisti dei regali online è del 27% sul totale. Il web è largamente utilizzato dai consumatori per ricercare spunti, idee o consigli riguardo ai regali, soprattutto per quanto riguarda prodotti high-tech e green-tech, videogiochi e film. Le piattaforme online sono utilizzate per comparare i prezzi di prodotti più svariati, come abbigliamento, prodotti sportivi, accessori per la casa, cura della persona e voucher regalo. Il consumatore però predilige ancora il canale tradizionale per l’acquisto di cibo e bevande. Il ruolo dei social network nel processo di acquisto non è da trascurare, soprattutto nella ricerca di informazioni e consigli. Il 76% dei consumatori ricerca informazioni su sconti e promozioni, il 73% richiede raccomandazioni e commenti di altri consumatori e il 71% tenta di trovare ispirazione. Il 65% si rivolge alle pagine delle aziende. Ma anche quello del mobile-commerce è un trend ormai consolidato. Sempre più consumatori dichiarano di aver già effettuato acquisti tramite il loro smartphone (47% quest’anno vs 43% nel 2014). Questo dato, in continua crescita negli ultimi anni, è addirittura sopra alla media europea (41%).

I consumatori che invece prediligeranno il canale tradizionale acquisteranno principalmente negli ipermercati/supermercati (30%), soprattutto cibo e bevande, ma anche cofanetti regalo e accessori per la casa, nelle catene specializzate (23%), soprattutto quando acquistano regali per i quali richiedono supporto professionale, e nei grandi magazzini (23%) per abbigliamento, accessori e prodotti per la cura della persona. Le principali motivazioni per cui i consumatori scelgono i punti di vendita tradizionali sono i servizi post-vendita, il supporto professionale degli addetti e l’esperienza di acquisto in generale.

I principali punti di forza per i canali online sono invece la possibilità di conoscere le opinioni degli altri consumatori sui prodotti, la facilità di comparazione dei prezzi e la consegna a domicilio. Per quanto riguarda il mobile commerce, invece, ai consumatori piace l’idea di acquistare dovunque e in qualsiasi momento e pensano che sia comunque semplice trovare quello che desiderano.

Molti utenti hanno affermato che per migliorare le loro esperienze di acquisto i canali di vendita dovrebbero essere meglio integrati tra loro. Il prezzo, tuttavia, si conferma il fattore più discriminante, la maggior parte dei consumatori desidererebbero prezzi inferiori a quelli attuali. Anche la relazione con il consumatore si rivela un fattore importante, e i consumatori desidererebbero investimenti in tal senso, dichiarando essenziale per la propria esperienza di acquisto.

 

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