Io moglie e socia di un masai: il mal d’Africa si cura tornandoci

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Mal d’Africa? Esiste e si può curare. Come? Tornandoci quando è possibile. Lo sa bene Monica Marani, psicologa bresciana, moglie di Justin, masai di Tanga: insieme hanno fondato Oropi Safaris, un tour operator con sede in Italia e in Tanzania, il cui nome di battesimo – safari – in kiswahili significa viaggio.
La sua età? «Cosa conta? – risponde lei a BiMag – In Tanzania mica la sanno. Se chiedi a un masai quanti anni ha, ti risponderà “tra i 30 e i 40, credo”». La sua residenza? «In questo momento mi trovo a Nave, in provincia di Brescia, ma il mio cuore è in Tanzania: non vedo l’ora di tornarci definitivamente, non appena mia figlia Noemi avrà terminato gli studi».

 

Monica Marani, quando e com’è nato il suo incontro con Justin?

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«Io e Justin ci siamo conosciuti nel 1999 a Zanzibar, dove ero in vacanza con un’amica. Lui lavorava come responsabile della sicurezza del villaggio. Mi ha fatto da subito una corte serrata, ma io all’inizio non lo consideravo, anzi, mi piaceva un altro masai. Poi però, conoscendolo un po’, mi ha affascinato anche perché è un uomo istruito e intelligente. Sono ritornata a Zanzibar ancora, ci siamo scritti (carta e penna!) e telefonati (la mia amica Maura ne sa qualcosa), poi lui è venuto in Italia un paio di volte prima di decidere di sposarci nel 2001».

 

È più semplice essere moglie o socia di un masai?

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