Quanto è buono, e fa bene, il gianduiotto vegano e crudista

Gianduiotto

Andare oltre la tradizione, non per moda, o per lo meno non solo per quello, ma per intercettare una fetta di mercato ancora poco servita. Questo è ciò che ha mosso Vito Cortese, chef patissier di Grezzo, cioccolateria gourmet crudista a Torino, a sperimentare e a creare qualcosa di innovativo e tradizionale allo stesso tempo, un gianduiotto vegano e crudista

 

L’INNOVAZIONE E LA TRADIZIONE DELLA CIOCCOLATERIA TORINESE
cioccolato crudista gianduiotto

Il cioccolato crudista mantiene inalterate le proprietà nutritive

La stessa inconfondibile forma del gianduiotto normale e una preparazione lunga e complessa, questo è il gianduiotto crudista, un cioccolatino realizzato con pasta di nocciole biologiche, fave di cacao crude e lavorate sotto i 42 gradi, dolcificato con zucchero di cocco, lattosio e gluten free. 

Il gianduiotto è stato pensato e preparato secondo i dettami della pasticceria raw crudista, quel genere di pasticceria che non prevede cotture e raffinazioni, ma solo l’utilizzo di ingredienti grezzi (di qui il nome della pasticceria di via Amendola a Torino) e di trasformazioni che non ammettono temperature superiori ai 42°. 

La lavorazione del gianduiotto crudista, quindi, è molto più complessa rispetto a quella dei gianduiotti normali. Due giorni almeno di lavoro che partono dalla realizzazione della pasta di nocciole per la quale è necessario un giorno di lavoro e l’essiccazione delle fave di cacao, che arriva a richiedere anche 12 ore di tempo. 

 

UNA MODA O QUALCOSA DI PIÙ?

Di fronte a parole come vegano, crudista, biologico c’è sempre chi storce il naso e si chiede se tutta questa estremizzazione non sia soltanto una moda. Una moda che riesce anche a stravolgere, nella città natale, quello che è un simbolo di un’eccellenza artigiana, il gianduiotto

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