Bollicine green: il Prosecco dice no al glifosato

Prosecco-vigneti

Svolta green per il vino più esportato d’Italia, il Prosecco Doc, il cui giro di affari è di circa 2 miliardi di euro. Stefano Zanette, presidente del Consorzio che rappresenta dodicimila aziende associate, con 23mila ettari coltivati, ha annunciato un giro di vite per l’utilizzo dei diserbanti. A cominciare dal chiacchierato glifosato, che sarà vietato.

 

CAMBIA IL DISCIPLINARE: STOP AL GLIFOSATO, SCONSIGLIATO L’USO DI DISERBANTI CHIMICI

Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc

Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc

Il glifosato è un principio attivo ampiamente utilizzato nei diserbanti, finito al centro di controversie per i  presunti effetti nocivi sulla salute. È stato  classificato come 2A dallo Iarc, ovvero «probabilmente cancerogeno», ma giudicato «non cancerogeno per l’uomo» secondo una recente revisione dell’Efsa  che però, in via precauzionale, ha proposto nuovi livelli di sicurezza.

«Vieteremo il suo utilizzo, che è molto discusso – spiega il presidente Zanette – . E vieteremo altri  due antiparassitari (antiperonosporici), il Mancozeb e il Folpet.  Per rendere vincolante questa disposizione, la inseriremo nel disciplinare di produzione. Questione di mesi, per i tempi tecnici, e sarà in vigore. Daremo inoltre delle indicazioni ai produttori, una sorta di vademecum, di guida pratica. Tra queste, sconsiglieremo l’utilizzo di diserbanti chimici».

 

IL CONSUMATORE CHIEDE PRODOTTI SEMPRE PIÙ NATURALI

Il giro di affari del Prosecco Doc è di circa 2 miliardi

Il giro di affari del Prosecco Doc è di circa 2 miliardi

L’innalzamento di certi parametri qualitativi da parte del Consorzio è significativa. Perché arriva dal vino più esportato d’Italia, che continua a crescere di volumi e fatica a stare dietro alla domanda. «Da una parte va a calmare una tensione sociale a livello territoriale per la discussione che si è generata sulla presunta nocività di certi sostanze, che sono comunque autorizzate – precisa Zanette –. Dall’altra c’è anche un riflesso sul consumatore a livello internazionale. Ed è una mossa strategica che intercetta certe linee di mercato, secondo cui il consumatore richiede prodotti sempre più  naturali. Al di là di segmenti di nicchia, come quelli rappresentati dal biologico e biodinamico, che richiedono una scelta filosofica sui metodi, siamo in un mondo che chiede le più ampie garanzie dal punto di vista della sostenibilità. Ambiente, salute, etica sociale ed economica sono nostri obiettivi primari».

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