Radice (Hitachi Systems Cbt): così la tecnologia combatte il terrorismo

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Mettersi a parlare di sicurezza con Flavio Radice, presidente e ceo di Hitachi Systems Cbt, regala almeno un paio di consapevolezze. Una buona, l’altra meno. La prima è che la ricerca in ambito Ict corre davvero veloce e ogni giorno (o quasi) nascono nuovi strumenti per affrontare con l’equipaggiamento adatto le battaglie contro il terrorismo e il cybercrime. Il rovescio della medaglia è invece la mancanza di puntualità con cui troppo spesso gli attori in gioco, aziende e istituzioni in primis, sembrano riuscire a capitalizzare il carico di soluzioni già presenti sul mercato.

 

TOMBINI INTELLIGENTI PER EVITARE IL RISCHIO BOMBA
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Flavio Radice, presidente e ceo di Hitachi Systems Cbt

Sono diversi gli esempi che dimostrano come la tecnologia possa concretamente dare una mano a scongiurare i rischi, o perlomeno contenere gli effetti, di un attacco terroristico nelle nostre città. «In Hitachi Systems Cbt stiamo implementando dispositivi in grado di rilevare il sollevamento, oppure il semplice movimento, dei chiusini stradali – spiega Radice –. Nel momento in cui viene rilevata un’anomalia, un utilizzo improprio del “tombino”, in una zona presidiata dalla videosorveglianza, le telecamere si orientano automaticamente per verificare l’effettiva causa del sollevamento».

Quindi, nel caso in cui qualcuno volesse utilizzare un chiusino come nascondiglio di elementi pericolosi, questo tipo di tecnologia genererebbe un allarme immediato. «A Tokyo è già diffusa. Ora stiamo cercando di introdurre questa soluzione anche in Italia per i grandi eventi, in modo da consentire il presidio dei passaggi stradali lungo i quali possono essere nascoste bombe o organizzati atti terroristici».

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