Sacchetti di plastica, da gennaio si cambia: la nuova stretta normativa costerà 20 euro a famiglia

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Ci serviamo di loro per un periodo di circa 12 minuti (considerando il tempo medio che intercorre dal pagamento alla cassa all’arrivo a casa), ma il loro smaltimento può richiedere secoli.

 

UTILIZZO GIÀ DIMINUITO DEL 50 PER CENTO NEGLI ULTIMI ANNI

La “guerra” ai sacchetti di plastica è ancora in corso. È vero, il loro utilizzo è diminuito del 50 per cento negli ultimi anni, ma ancora non è sufficiente. Per salvaguardare l’ambiente occorre fare di più. Nei supermercati della grande distribuzione ormai è frequente trovare alle casse buste biodegradabili, a pagamento, che rispettano l’ambiente (anche se spesso si “sbriciolano” tra le mani ancor prima di arrivare a casa).

 

PER FRUTTA E VERDURA SI RICORRE ANCORA ALLA SHOPPER IN PLASTICA

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Nei reparti frutta e verdura dei supermercati la plastica è ancora molto utilizzata

Nei piccoli negozi e all’interno dei mercati rionali la situazione però è diversa: la vecchia borsa di plastica in molti casi va ancora per la maggiore.

Anche all’interno dei supermercati esistono zone “franche” in cui il concetto di sostenibilità ancora sembra non essersi fatto largo. Si pensi al reparto frutta e verdura: guanti e sacchetti hanno ben poco di biodegradabile.

 

DA GENNAIO SI CAMBIA: LA MATERIA PRIMA DOVRÀ ESSERE RINNOVABILE

Qualcosa però è destinato a cambiare. A partire dal primo gennaio anche le shopper che si utilizzano per frutta e verdura dovranno essere fatti per il 40 percento di materia prima rinnovabile. Non saranno del tutto a buon mercato però, ogni sacchetto costerà infatti circa quattro centesimi.

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