Sarajevo ha di nuovo la sua funivia (italiana): supera guerre e confini

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Porta la firma dell’azienda altoatesina Leitner la rinnovata funivia di Sarajevo del monte Trebević, simbolo delle Olimpiadi 1984. L’impianto della capitale bosniaca fu distrutto dai bombardamenti durante la guerra civile degli anni Novanta nella ex Jugoslavia

 

LEITNER FIRMA LA FUNIVIA DI SARAJEVO

Sarajevo ha di nuovo la sua funivia (italiana): supera guerre e confini

Leitner firma la funivia di Sarajevo

Era ferma dal 6 aprile 1992. Oggi la nuova funivia (italiana) diventa simbolo di pace. Dopo venti anni dalla fine del conflitto torna in funzione la cabinovia realizzata dall’azienda di Vipiteno Leitner ropeways: la ricostruzione dell’impianto è stata fortemente voluta dal giovane sindaco della città Abdulah Skaka. La riapertura assume, dunque, un forte valore simbolico. Sotto i cavi che trasportano le cabine della struttura passa, infatti, la linea di confine fra le due entità che compongono la Bosnia Erzegovina così com’è nata dagli accordi di pace di Dayton: da un lato la Federazione croato-musulmana, dall’altro la Repubblica Srpska in cui si trova il monte Trebević.

 

UN IMPIANTO CHE SUPERA GUERRE E CONFINI

L’idea di ricostruire la funivia fu lanciata dieci anni fa da Edmond Hofferman, uomo d’affari americano che vive in Svizzera, e da sua moglie Maja, sarajevese, il quale ha donato per primo quattro milioni di euro per la ricostruzione: il valore totale del progetto raggiunge circa nove milioni di euro. La funivia è composta da 33 cabine con dieci posti a sedere ciascuna, con una capacità di 1.200 viaggiatori all’ora e il viaggio dura sette minuti. Le cabine sono dipinte con la bandiera bosniaca e hanno anche i colori dei cerchi della bandiera olimpica (azzurro, giallo, nero, verde e rosso) per rappresentare l’unità e la multietnicità di Sarajevo.

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