Tassoni, la storica cedrata italiana da Salò alla Corea

Tassoni è un marchio storico. Dai primi manifesti pubblicitari di inizio ‘900 al jingle con la voce di Mina negli anni Settanta, il brand per decine di milioni di italiani è familiare. Oggi Tassoni è però una realtà che, con un glorioso passato alle spalle, è presente sul mercato e si proietta con forza verso il futuro.

A TuttoFood, grande manifestazione B2B del settore agroalimentare, BiMag è andato allo stand della storica azienda bresciana. Lì, ha scambiato quattro chiacchiere con l’amministratore delegato Elio Accardo. Si è parlato di passato e di futuro, di tradizione e di innovazione. Ma soprattutto, del presente.

 

ACCARDO (TASSONI): GRANDE SFIDA IN UN MERCATO NUOVO

Tassoni

La cedrata Tassoni rappresenta il 92% del fatturato dell’azienda

La chiacchierata parte dalle radici. «Siamo arrivati a 224 anni di storia. Nel 1793 il laboratorio speziale divenne “azienda”», racconta Accardo. Quattro generazioni di una famiglia hanno traghettato Tassoni dal regno Austro-Ungarico al regno d’Italia e poi alla Repubblica. «Oggi presidente è la signora Michela Redini. Con il suo arrivo, pochi anni fa, è iniziata una nuova fase. Coincisa anche col mio arrivo nel 2014».

Ma prima com’era? «Diciamo che prima l’azienda era molto più legata alla tradizione. Aveva una gestione molto artigianale, si prendevano ancora gli ordini al telefono come 50 anni fa».

La signora Redini ha voluto una svolta. E Accardo ne è stato l’artefice.«Per me è stata una grande sfida in un mercato nuovo (viene da un altro ramo del beverage, ndr). Ho dovuto creare una nuova rete di vendita, nominando due responsabili. Uno per il canale on trade e l’altro per l’off trade», spiega l’ad.

I risultati si sono visti subito: «Dal 2014 il fatturato è cresciuto del 23%. E abbiamo ottimi margini». L’innovazione non si è fermata al solo campo commerciale. «Abbiamo lanciato una tonica super senza chinino e i “fiori di sambuco”. Ma ci siamo lanciati anche negli spirits e negli sciroppi. Quest’ultimo è un settore in crisi ma noi stiamo crescendo».

 

 

LA CEDRATA TASSONI IN COREA DEL SUD

Il prodotto sovrano è però uno e uno solo. La cedrata. «Ne produciamo 24 milioni di pezzi all’anno. Contribuisce per il 92% del fatturato». Segno che un marchio storico e un prodotto di qualità restano sempre ingredienti vincenti. Ma l’innovazione e una struttura che sappia rispondere al mercato sono condizioni altrettanto necessarie.

E l’export? Tassoni è sempre stata legata al mercato nazionale. Ma da qualche anno, con l’arrivo dell’ad, anche le esportazioni sono iniziate: «Abbiamo iniziato nel 2015. Il nostro primo mercato è la Corea del Sud, dove abbiamo chiuso un accordo con Cosco. Ora siamo al 3/4% del fatturato, l’obiettivo è di arrivare al 10/15% nel 2018». La tradizione, senza innovazione e lungimiranza, non basta. 

@BusinessPmi

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