Sulla Rai la partita senza telecronaca: lo storytelling è diventato il prodotto

 

Uno spettacolo insolito, per qualcuno migliore delle più rosee aspettative, per qualcuno inguardabile. Lo ha trasmesso la Rai il 3 gennaio scorso: i quarti di finale di Coppa Italia tra Juventus e Torino, completamente senza commento. I giornalisti sportivi della Rai scioperavano contro le ultime scelte dell’azienda, che non ha acquistato i diritti per trasmettere i Mondiali 2018 (finiti a Mediaset) a cui l’Italia non parteciperà. E così la partita è andata in onda con l’audio dello stadio, invece che con le due voci dei telecronisti. Un prodotto che a qualche nostalgico è piaciuto, ma che in molti hanno trovato inascoltabile e difficile da guardare.

SENZA TELECRONACA NON C’È STORYTELLING
Un momento della partita tra Juventus e Torino, trasmessa senza telecronaca dalla Rai

Un momento della partita tra Juventus e Torino, trasmessa senza telecronaca dalla Rai

I dati di share sulla partita non sono stati così negativi, ma le lamentele per l’assenza della telecronaca non sono mancate, anche in quei luoghi virtuali (da Facebook a Twitter) dove i telecronisti Rai sono molto criticati. Perché sempre di più il racconto del prodotto è esso stesso il prodotto. La partita di calcio in televisione non può prescindere dallo storytelling che l’accompagna: è un prodotto mediatico che senza il racconto di se stesso perde significato e diventa quasi invendibile.

PARTITA SENZA COMMENTO: UN PRODOTTO CON MENO VALORE
Un momento molto discusso del match che la telecronaca non ha potuto raccontare

Un momento molto discusso del match che la telecronaca non ha potuto raccontare

Le decisioni dell’arbitro, i replay, le sostituzioni, le scelte degli allenatori: tutto diventa più difficile da comprendere se visto in tv ma senza commento. E l’esperienza non è come allo stadio, dove si è inseriti in una dimensione diversa, dove la liturgia degli spalti ha altre regole e schemi, altrettanto importanti. In questo l’obiettivo dei giornalisti Rai è stato ottenuto: la loro voce, il loro storytelling, è mancato non solo ai telespettatori, ma al prodotto stesso che ha finito per perdere valore. Un concetto da tenere a mente anche per molti marketer lontani dal calcio.

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