Prima Ranieri, ora Conte: italiani (sempre) grandi manager

Uno ha compiuto la più grande impresa che il calcio inglese ricordi. L’altro appena arrivato è andato a comandare. Claudio Ranieri e Antonio Conte, professione: allenatori fenomenali. Sorry, manager, come dicono in Inghilterra. Lì dove il romano ha trionfato l’anno scorso con il Leicester, una squadra da metà classifica, nel campionato più difficile del mondo. Lì dove ora l’ex ct dell’Italia, con il Chelsea, ha vinto 12 partite di fila e si avvia – se tutto proseguirà secondo questo copione – a sollevare il suo primo trofeo fuori dall’Italia, il più prestigioso tra le leghe straniere.

 

ANTONIO CONTE E CLAUDIO RANIERI: WINNING ITALIANS
Antonio Conte ha vinto 12 partite di fila col suo Chelsea: è un record

Antonio Conte ha vinto 12 partite di fila col suo Chelsea: è un record

In comune hanno il fatto di essere italiani, molto italiani. Più riflessivo, calmo e paziente Ranieri, psicologo buono, capace di esaltare un team tutt’altro che fenomenale con un misto di intelligenza, fortuna e magia; più impulsivo, passionale ma anche metodico Conte, il teorico dell’impegno, del sacrifico, del “tutti per uno, uno per tutti”, che al Chelsea è arrivato e ha rimesso le cose a posto: i fenomeni giocano da fenomeni, i gregari fanno i gregari, e la macchina va, veloce come il vento.

 

QUANDO L’ALLENATORE DIVENTA UN GRANDE GESTORE
Claudio Ranieri, allenatore dell'anno in Inghilterra

Claudio Ranieri, allenatore dell’anno in Inghilterra

Manager, li chiamano, in modo più elegante dell’italico allenatore, figura che ricorda più Oronzo Canà che non Sergio Marchionne. Eppure le caratteristiche sono proprio quelle che dovrebbero avere i grandi capi d’azienda. Seppur in modi diversi hanno saputo valorizzare.

Creare valore. Lì dove la materia prima non era eccellente, Ranieri ha lavorato con le idee e puntato sul cuore. Lì dove il prodotto era ottimo ma il personale demotivato e confuso, Conte ha reintrodotto ordine e disciplina.

 

COSA IMPARARE DA LORO

E pazienza se il livello d’inglese non sarà da British Council. Ranieri e Conte sanno farsi capire. Sanno entrare nella testa e nel cuore di chi lavora con loro. È questo il segreto di un buon manager? Forse. Osservarli da vicino può essere d’ispirazione, per chi – in campo come nel business – vuole solo una cosa: vincere.

 

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