Closing, Milan e Berlusconi: uno spunto per chi fa impresa

Il closing di un’epoca. Per i tifosi del Milan, la telenovela sulla cessione della società è arrivata alla conclusione. Dopo 31 anni di presidenza, Silvio Berlusconi lascia il club rossonero. Il bottino è a dir poco sensazionale: 29 trofei di cui 5 Coppe dei Campioni/Champions League e 8 Scudetti. Questo fa di lui il presidente più vincente della storia del calcio.

Ma gli ultimi anni della sua gestione, tra impegni politici e problemi  vari (giudiziari e di salute), non sono stati altrettanto sfolgoranti. Distacco, interventi discutibili, disamoramento comunicativo e finanziario hanno spinto l’ex “club più titolato al mondo” in un triste limbo fatto di piccole e sporadiche gioie e tanti momenti amari. Per chi fa impresa, la parabola del Berlusconi presidente del Milan può essere un ottimo spunto di riflessione.

 

UN MARZIANO ATTERRA IN ELICOTTERO NEL CALCIO ITALIANO

Silvio Berlusconi al primo anno di Milan. Closing

Silvio Berlusconi al primo anno di Milan

L’epopea di Berlusconi alla guida del Milan è iniziata nel febbraio 1986. Il suo arrivo a Milanello, centro di allenamento del Milan, fu tanto spettacolare quanto simbolico. Atterrando con l’elicottero sul prato verde, Berlusconi si dimostrò in breve tempo un marziano che portò il Milan e il calcio italiano in un mondo nuovo.

Il rampante imprenditore aveva allora 50 anni. Nel video qui sopra, un estratto di un’intervista col compianto Enzo Biagi, in un minuto fissa gli obiettivi a 5/10 anni. Obiettivi che ha puntualmente ha raggiunto. Un orizzonte fatto di trionfi come meta a cui tendere. Ma anche un piano strategico ben chiaro, fatto di collaboratori competenti e fidati e di tappe intermedie.

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