Closing, Milan e Berlusconi: uno spunto per chi fa impresa

Quel Berlusconi era un uomo pieno di energie che aveva un sogno ma anche la coscienza di come realizzarlo. Una bella metafora dell’impresa di successo. Traguardi ambiziosi, tanta forza e molte idee per raggiungerli. La concorrenza e il mercato, nel calcio gli avversari, non sono considerati un semplice ostacolo ma una parte del tutto.

 

 

IL CLOSING DI UN’EPOCA 

Dopo il 2009, però, qualcosa è cambiato. È iniziato un progressivo distacco fisico e passionale. La società è stata via via lasciata con sempre meno risorse finanziarie fino praticamente all’autofinanziamento per il mercato (acquisti solo con soldi ricavati da cessioni oppure tramite prestiti e parametri zero). Il passare degli anni ha come cristallizzato una realtà che faceva della dinamicità e della lungimiranza la propria bussola.

Ora che è arrivato il closing, la finalizzazione della trattativa per la cessione del club al cinese Lì e a un hedge fund americano, questa parabola può essere un’ottima lezione per chi fa impresa. La prima fase è da imitare in tutto e per tutto: ambizione, consapevolezza e slancio per realizzare qualcosa di mai visto prima.

 La seconda è invece da evitare. Quando il tempo passa e i contesti cambiano, occorre cercare di adattarsi. Magari costruendosi un nuovo sogno, oppure calibrando quello vecchio. Ma abbandonarsi alla nostalgia o al vivere nel presente non porta a nulla di buono. Né su un campo da calcio e nemmeno nel fatturato di un’azienda.

@BusinessPmi