Donnarumma, Milan e il rapporto tra capo e dipendente

Donnarumma, Milan. Donnarumma, Milan. Anche chi non segue il calcio, in questi giorni sul web, sui social, alla tv o alla radio continua a sentire questi due nomi. Il primo è il giovanissimo portiere (18 anni) che ha stupito con le sue prodezze tra i pali della porta rossonera. Il secondo…è il Milan, la squadra di Milano.

La notizia di questi giorni è che Donnarumma non sembra voler rinnovare il contratto col Milan. In scadenza a giugno 2018, “Gigio” ha fatto sapere tramite il suo procuratore – il potentissimo e pittoresco Mino Raiola – di non avere intenzione di estendere il rapporto.

Ne è nata una bufera, mediatica e sportiva, che da giorni occupa social, i notiziari (sportivi) e alcune pagine di giornale.

 

DONNARUMMA, MILAN E IL MELODRAMMA ALL’ITALIANA

Donnarumma, Milan. Il tormento sportivo del momento

Donnarumma, Milan. Il tormentone sportivo del momento

Le capacità sportive di Donnarumma sono strabilianti. Come testimonia questo video. Purtroppo la vicenda ha adesso preso una piega che l’ha fatta diventare un vero melodramma. All’italiana.

Da un lato una società e dei tifosi delusi. Dall’altro un cinico procuratore che fa il suo mestiere. Ma che a volte calca troppo la mano. 

Nel mezzo, ancora in silenzio, un ragazzone di appena 18 anni che è stato sicuramente travolto da questa ondata di commenti (e spesso insulti imperdonabili) per una sua scelta. Forse non definitiva.

 

 

DONNARUMMA ,MILAN E UNA LEZIONE PER CHI FA IMPRESA

Lasciamo il calcio professionistico, coi suoi stipendi a sei zeri, e proviamo a portare questa situazione in un normale contesto d’impresa. Per un datore di lavoro, coltivare un rapporto professionale e “contrattuale” coi propri dipendenti è fondamentale.

Certo, si possono fare contratti a tempo indeterminato (cosa impossibile nel calcio). Ma nel caso di contratti a termine, arrivare a una situazione di contrasto e stallo come quella tra Donnarumma e il Milan è quanto di più sbagliato si possa fare.

Il Milan ha vissuto una complicata fase di passaggio gestionale tra vecchia e nuova proprietà. E questo ha certamente complicato le cose. E la nuova dirigenza si è trovata a maneggiare una grana che è davvero dura sbrogliare. Donnarumma non sta mostrando grande riconoscenza. Andare via “gratis” a giugno 2018 farebbe un danno economico enorme alla società che ha 16 anni l’ha lanciato nel grande calcio.

Come in tutti i rapporti, anche di lavoro, ci vuole buon senso e apertura da tutte e due le parti. Per il bene di tutta l’impresa. Che sia una società professionistica di calcio o una pmi, davvero, non cambia.

@BusinessPmi

 

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