Facebook cambia l’algoritmo: per aziende e media è un problema

Facebook è il social network più diffuso e utilizzato al mondo. La creatura di Mark Zuckerberg, quotata in borsa, vale oltre 500 miliardi di dollari. Capace di raggiungere e “catturare” miliardi di persone tutti i giorni, anche per aziende e testate media è da tempo una piattaforma irrinunciabile per spingere le proprie vendite e attività.

Il 12 gennaio 2018, però, l’annuncio dello stesso Zuckerberg con un post rischia di essere una data epocale. Il social network vuole tornare alle origini.

Più spazio a video, post e foto degli amici e meno alle ‘pagine’ di aziende e media. 

 

UNA NUOVA ERA PER IL MARKETING SU FACEBOOK

Il logo di Facebook

Il logo di Facebook

Tutto ruota intorno al concetto di ‘Reach‘. Di raggiungimento. È il termine usato per indicare la potenza effettiva di un post o di un contenuto social. In soldoni: quante persone “raggiunge”.

Negli anni scorsi Palo Alto aveva già iniziato a ridurre sensibilmente la porta del reach. Perché? Semplice: per spingere aziende e utenti a “sponsorizzare” i contenuti. Cioè a pagare di più.

Da società quotata in borsa Facebook punta, legittimamente, ad accrescere i propri introiti e convincere così gli investitori a continuare a crederci. Quest’ultima mossa va precisamente in questa direzione.

Il modello sarà non dissimile da quello di Google. Sul più famoso motore di ricerca del mondo, chi vuole essere “in alto” nei risultati di ricerca deve pagare. Su Facebook, chi vorrà essere più presente nei flussi di più persone, dovrà pagare.

 

UN’OCCASIONE PER PROVARE NUOVE VIE

Per aziende che hanno a disposizioni grandi budget non è una bella notizia, perché si tradurrà in costi maggiori. Per aziende medio-piccole invece questa rivoluzione nell’algoritmo può rappresentare anche uno stimolo. Una spinta a trovare nuove vie di promozione e a diversificare i propri sforzi di commercializzazione.

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