Inno italiano “cantato” con la lingua dei segni

L’inno italiano è chiamato anche «canto degli italiani». Scritto nel risorgimento da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro, a distanza di oltre 150 anni ispira ancora emozione. E dà grande carica a chi lo ascolta.

Le atlete e gli atleti della Nazionale che lo ascoltano prima di una partita o di una gara ricevono uno stimolo a dare qualcosa in più. Oltre le loro possibilità.

Alle Olimpiadi per non udenti appena concluse a Samsun, in Turchia, la Nazionale italiana di pallavoliste sorde ha conquistato una straordinaria medaglia d’argento. Perdendo in finale contro le fortissime giapponesi. Ma a stupire, oltre alle straordinarie performance in campo, è stata la loro interpretazione durante l’inno di Mameli.

 

INNO ITALIANO PER CHI NON È IN GRADO DI UDIRE 

Un momento dell'inno italiano cantato coi gesti

Un momento dell’inno d’Italia cantato coi gesti

È davvero straordinario vedere la forza e l’emozione che hanno queste ragazze. Quando l’inno cita «l’elmo di Scipio», loro compiono un gesto che “mima” la vestizione della testa con l’indumento militare, con tanto di criniera.

E così via per tutte le altre strofe dell’inno d’Italia.

“Loro” sono le ragazze agli ordini di coach Alessandra Campedelli. Sono giunte a un passo dal sogno alle Olimpiadi per non udenti a Samsun, in Turchia. Capaci di conquistare l’argento stupendo lungo tutto il cammino.

 

LE FERIE PRESE PER ANDARE ALLE OLIMPIADI

I nomi di queste piccole grandi italiane; Ilaria Galbusera, Silvia Bennardo, Simona Brandani, Vanessa Caboni, Valentina Broggi, Federica Bruni, Alice Tomat, Federica Biasin, Clara Casini, Claudia Gennaro, Alice Calcagni e Luana Martone.

Ma a stupire non è solo la bravura sportiva di queste ragazze. O il loro modo di “cantare” l’inno d’Italia. C’è soprattutto la loro tenacia, la loro abnegazione.

Per partecipare alle Olimpiadi, infatti, molte di loro hanno preso le ferie al lavoro. Quando il proprio sogno vale più di una vacanza. Questa la lezione più bella, oltre all’inno “signato”, che le ragazze ci hanno donato.

@BusinessPmi

 

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