L’attentato di Barcellona e il gesto del nuotatore spagnolo

L’attentato di Barcellona è stato purtroppo l’ultimo di una serie di attacchi al cuore dell’Europa. 13 persone hanno perso la vita sulle Ramblas, uno dei simboli della vitalità e del multiculturalismo della città.

La Spagna fu già colpita nel marzo 2004 dalla barbarie del terrorismo, quella volta fu Madrid il teatro dell’orrore e morirono 192 persone. Fernando Alvarez, un 71enne pensionato, era a Budapest per i mondiali di nuoto Master. Una competizione ufficiale e molto seguita.

Prima di arrivare nella capitale ungherese, Fernando aveva chiesto agli organizzatori di osservare un minuto di silenzio nella sua prima gara, i 100 metri rana, in onore delle vittime. Ma non ha ottenuto risposta.

Ci ha riprovato poco prima della partenza, ma giudici e commissari gli hanno spiegato che non potevano cambiare il protocollo e che erano in ritardo. A quel punto, Alvarez ha deciso di fare da sé.

 

UN PICCOLO GRANDE GESTO CONTRO CINISMO E BUROCRAZIA

Fernando Alvarez - l'attentato di Barcellona

Fernando Alvarez

Al momento di doversi tuffare in acqua e iniziare a nuotare, Fernando è rimasto in piedi sulla piattaforma. Dritto. Eretto. Perfettamente immobile. Per un minuto.

Poi si è tuffato e ha nuotato come un turista in vacanza. Placido e sereno.

Il significato è stato chiaro. Con quel suo gesto semplice e composto, ha voluto dire una semplice cosa: «Per me, quel minuto di silenzio vale più di una vittoria».

Un atto delicato ma potente. Un messaggio contro il cinismo, il burocratismo e l’insensibilità che, spesso, attanaglia le nostre vite in comune.

 

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