Milano inizia la sua battaglia per essere sede dell’EMA

Milano è una città che piace. E che e si piace. Negli ultimi 10 anni, secondo molti, ha avuto uno slancio verso il futuro che ormai la proietta in una dimensione internazionale. L’Expo 2015, al netto di inchieste e polemiche, l’ha proiettata in una nuova dimensione.

Ormai, ai milanesi, non interessa nemmeno più la vecchia contrapposizione con la capitale, Roma. L’orizzonte è quello globale e dell’Europa continentale.

Un’Europa che, con la Brexit, affronterà molte difficoltà. Ma che darà anche qualche occasione. Milano vuole cogliere quella di diventare la nuova sede dell’EMA, visto che Londra dovrà abdicare. Cos’è l’EMA lo spieghiamo dopo, intanto guardate il video con cui il Comune e il governo presentano la candidatura.

 

MILANO VUOLE UNA NOMINA DI PRESTIGIO

Una veduta di Milano dal Duomo

Una veduta di Milano dal Duomo

Che dire, le bellezze e i pregi della città sono esaltati e mostrati in maniera raffinata. Certo, non ci sono difetti e i problemi. ma un video promozionale non è un’inchiesta giornalistica. Ma torniamo al punto: cos’è questa EMA? È l’agenzia europea per i medicinali.

Ha iniziato a operare nel 1995. L’agenzia europea ha il compito di valutare, supervisionare e monitorare scientificamente le medicine diffuse nell’Ue. 

Sin dalla sua fondazione, l’EMA ha avuto sede a Londra. Ora che i britannici hanno deciso di lasciare la compagnia, l’Europa deve scegliere una nuova sede.

 

LA SFIDA PER OTTENERE L’ASSEGNAZIONE

Le candidature sono molte. E un sottile gioco di politica, diplomazia e lavoro dietro alle quinte sarà un requisito altrettanto importante rispetto alla funzionalità e idoneità della città.

Essere la città sede dell’EMA, oltre al prestigio che ne deriverebbe, significherebbe attrarre tutto un indotto di professionalità, eventi (convegni, incontri che attirano 65mila persone all’anno, ndr) e aziende di un settore dalla potenza finanziaria enorme come quello farmaceutico. 

Per questo molte altre città europee sono in lizza. Oltre ad avere centinaia di impiegati, l’EMA creerebbe un circolo virtuoso di relazioni tra il tessuto istituzionale e quello imprenditoriale. E cittadino (alberghi, bar, ristoranti etc).

La sede prescelta sarebbe il mitico “Pirellone“, grattacielo disegnato da Giò Ponti oggi casa del Consiglio regionale della Lombardia. Nel 2019, quando il Consiglio europeo farà la sua scelta, chissà. Per adesso, però, si può dire che il “sistema Paese” sembra partito in tempo e col piede giusto.

@BusinessPmi

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