Gementi (Cornerstone): recruiting, l’ora dell’analisi predittiva

Algoritmi e recruiting. «La battuta che citiamo spesso ai clienti o alla casa madre di Los Angeles è che tutti noi facciamo dashboard sempre su dati vecchi. Il report di mezzogiorno alla sera è già vecchio. I dati sono sempre storici. Allora occorre cambiare l’orizzonte: iniziamo a pensare che cosa succederà». A dirlo è Franco Gementi, regional sales manager di Cornerstone OnDemand, colosso mondiale che gestisce 25 milioni di clienti al giorno in 190 Paesi, dalla pubblica amministrazione a diversi settori privati. Intervenuto nel corso del meeting HR Business Conference, organizzato da Business International il 22 giugno a Milano, Gementi ha parlato soprattutto di analisi predittiva applicata al campo delle risorse umane.

 

BIG DATA, SERIE STORICHE E ALGORITMI AL SERVIZIO DEL RECRUITING
I big data possono essere usati con grande successo nel campo del reclutamento delle grandi aziende

I big data possono essere usati con grande successo nel campo del reclutamento delle grandi aziende

Gementi ha spiegato: «Le analisi possono anche essere predittive. Noi siamo un’azienda dedicata al 100% alla gestione e sviluppo tradizionale delle risorse umane. Siamo veramente concentrati sul people management. Cerchiamo di coniugare le innovazioni richieste dai nostri clienti o che carpiamo da ricerca e analisti di settore. Ecco perché usiamo Big Data e analytics all’interno delle risorse umane». Dopodiché il regional sales manager di Cornerstone OnDemand ha citato un caso verificatosi col cliente RICOH. In ambito recruiting, RICOH aveva un grosso problema nei call center (un turn over elevatissimo che rendeva molto complicata l’erogazione del servizio): «Hanno utilizzato la nostra suite di analytics per cercare di capire chi sono i candidati che magari non lasciano dopo un mese. Grazie alla nostra «machine learning», il cliente ha rilevato che dopo 6 mesi il turn over si è ridotto del 35% e ha conseguito anche, oltre al valore cosiddetto intangibile, il valore tangibile. Un gran risultato».

 

NEL RECRUITING E NELLA FORMAZIONE AL CENTRO CI SONO LE PERSONE
Ci sono big data, serie storiche e algoritmi. Ma al centro di recruiting e algoritmi ci sono sempre le persone (NewPress)

Ci sono big data, serie storiche e algoritmi. Ma al centro di recruiting e algoritmi ci sono sempre le persone (NewPress)

Ma come funziona questa macchina? Gementi spiega: «Analizza i dati della serie con un algoritmo estremamente sofisticato, alla fine il sistema fornisce una lista di 100 candidati, sulla base di tutti i parametri i primi 10 secondo lui sono quelli che con più probabilità resteranno per maggior tempo in azienda». Poi, certo, la decisione spetta sempre a qualcuno in carne ed ossa, come ribadisce Gementi: «Lui ti dà la scelta, ma poi a scegliere è sempre la persona. Con le analisi predittive si può cercare di capire quali modelli e progetti di formazioni potrebbero fallire e quindi cercare di intervenire e modificare. Aiutare ad anticipare. Ma non con la sfera di cristallo, bensì con una base dati strutturata che si interseca con una serie storica ricca». Accanto a questo aspetto di analisi quantitativa, conta sempre comunque l’approccio nel rapporto con clienti. Serve flessibilità, adattare il sistema alle esigenze è fondamentale. Serve confronto continuo, ora il mondo vuole feedback continui. E nella definizione di prodotti e programmi, per Gementi «altri fattori estremamente importanti sono la semplicità e intuitività d’uso. Pochi click, piattaforme mobile e tablet. La gente desidera chiarezza e immediatezza».

@BusinessPmi

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