I sacchetti biodegradabili: Novamont all’avanguardia in Italia

I sacchetti biodegradabili sono obbligatori dal 1 gennaio 2018 nei reparti ortofrutticoli della grande distribuzione. La norma risale allo scorso agosto ma ovviamente ha scatenato accese polemiche dal giorno della sua applicazione.

Il costo medio di ogni sacchetto biodegradabile è tra i 2 e i 4 centesimi. Una famiglia ne usa in media 3/400 all’anno, quindi il costo medio in più si aggira tra i 6 e i 12 euro annui.

In Italia c’è una delle aziende più all’avanguardia a livello globale nell’innovazione e nella ricerca su materiali sostenibili. Si chiama Novamont ed è di Novara.

 

I SACCHETTI BIODEGRADABILI TRA ETICA E POLEMICA

Il sito produttivo Novamont sacchetti biodegradabili

Il sito produttivo Novamont

Non sta a noi dire se sia tanto o poco e se la misura sia ‘equa’. Quel che è certo, è che lo scopo è quello di ridurre la produzione e il consumo di plastica seguendo una direttiva europea.

Non farlo ci porterebbe a una procedura di infrazione e a sanzioni. Farlo contribuisce, in piccolo e in parte, a evitare che il già drammatico problema della plastica che inquina gli oceani sia ancora più grave.

L’ad di Novamont è Catia Bastioli, ed è una delle menti più eccelse nel campo in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il titolo di cavaliere del lavoro per i suoi meriti imprenditoriali e l’attenzione all’impatto ambientale.

Il fatto che il cammino di Catia Bastioli si sia tangenzialmente incrociato negli ultimi anni (Leopolda 2011) con quello di Renzi ha fatto scattare una polemica surreale sul fatto che la legge sia stata fatta anche come “favore” alla Novamont. Che senz’altro è leader in Italia, ma che non è certo l’unica del settore.

CONTINUA A LEGGERE QUESTO ARTICOLO  >

Pagine: 12

Restiamo in contatto

Vuoi essere aggiornato su finanziamenti e opportunità di business in Italia e nel mondo? Iscriviti alle newsletter di BiMag.