Lo spot ignorato da Adidas diventa un successo sul web

C’è spot e spot. Quello anonimo. Quello fastidioso. Quello divertente. E anche quello commovente. Il video che potete guardare qui sotto rientra senza dubbio nell’ultima categoria. Praticamente un film concentrato in un poco più di un minuto.

Voi direte: complimenti all’azienda che l’ha realizzato! E invece no. Perché l’azienda in questione, Adidas, questo spot l’ha (per ora) ignorato. Ma il giovane videomaker che l’ha autonomamente ideato e diretto, il 26 enne Eugen Merher, ha voluto lo stesso condividerlo. Caricato lo scorso 15 dicembre su YouTube, in meno di un mese il video conta quasi 3 milioni di visualizzazioni.

 

IL GIOVANE EUGEN, LO SPOT E LA VOGLIA DI NON ARRENDERSI
L'immagine finale dello spot

L’immagine finale dello spot

La storia del giovane Eugen potrebbe sembrare quella di tanti suoi coetanei in giro per il mondo. Nonostante un’idea brillante e capacità notevoli, il suo “prodotto” non ha ancora soddisfatto il cliente. Ma dove molti si sono fermati, Eugen ha invece deciso di andare avanti. L’Adidas non ha scelto il video? Lo si mette in rete.

E la rete, che è fatta di persone, gli ha dato ragione. Pressoché unanime la “condanna” di Adidas per non aver ancora scelto lo spot del giovane videomaker. La breve storia del maratoneta in ospizio che grazie a un paio di scarpe da corsa vuole riassaporare la libertà ha commosso tutti.

Certo, magari dal punto di vista economico non sarà gratificante, ma in questo caso la “visibilità” che Eugen ha guadagnato conta davvero qualcosa. Forse, per una volta, anche più degli stessi soldi che avrebbe intascato se gli avessero comprato il video.

 

LO SPOT E UNA POSSIBILE LEZIONE PER CHI FA IMPRESA

Per chi fa impresa, dall’imprenditore dell’azienda famigliare al dirigente della grande corporation, questa storia ha forse qualcosa da insegnare. In primo luogo, a non arrendersi anche se le circostanze sono avverse. E poi ad accettare definitivamente che, con la rivoluzione digitale, gli antichi paradigmi del rapporto produttore/cliente sono scomparsi.

Quindici anni fa lo spot di Eugen non sarebbe nemmeno nato. Uno studente 26enne non avrebbe mai potuto lanciarsi in una simile impresa. Oggi non solo è possibile, ma – con le dovute capacità – fattibile.

Adidas ha forse commesso un errore, ma di certo il marketing e il social media team del colosso tedesco dell’abbigliamento sportivo hanno tutto il tempo e il modo per rimediare.

@BusinessPmi 

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