Un video virale tra realtà e marketing: “Le terme gratis di Milano”

Un video virale ai nostri giorni significa centinaia di migliaia di visualizzazioni. A volte, addirittura milioni. Alcuni ragazzi ci hanno preso gusto e hanno realizzato un secondo video. Un prodotto che è a metà tra il breve reportage e la promozione turistica.

Dopo “Le Maldive a un’ora da Milano“, ecco “Le terme gratis di Milano“. Come per la passata edizione, va detto che il titolo è molto ‘furbo‘. Se non addirittura fuorviante.

Se le Maldive erano una valle in Svizzera a quasi 2 ore da Milano, questa volta le terme naturali nascoste ai più sono nei pressi di Bormio. Ovvero a quasi 3 ore da Milano.

 

LUCI E OMBRE DI UN VIDEO VIRALE

Un frame del video virale

Un frame del video virale

L’abilità tecnica di questi ragazzi è fuori discussione. Il video è immediato, fresco, accattivante e coinvolgente. Centra perfettamente l’obiettivo di coinvolgere e emozionare chi lo guarda.

Il virtuosismo tecnico non è quindi in discussione. A esserlo è semmai il fine di questo prodotto. Sia quello esplicito che quello implicito. Perché i video virali si fanno per tanti motivi.

In questo caso, quello esplicito è far vedere la propria abilità nello scoprire una località turistica ‘segreta’ e di raccontarla con le immagini. Quello implicito è di cercare la viralità a ogni costo. Anche mettendo nel titolo “Milano” che però, dal posto in questione, dista circa 180 chilometri.

 

IL MARKETING TRA REALTÀ E NECESSITÀ

Al netto dei dubbi, però, l’operazione dei ragazzi di questo video è senz’altro riuscita sul piano comunicativo. Il video virale nei progetti lo è diventato anche nei fatti. 

Non soltanto sulle classiche piattaforme, come Facebook e YouTube, ma addirittura anche sui principali siti d’informazione. Se i principali quotidiani riprendono il tuo video e lo fanno diventare un video virale, hai già vinto.

Certo, anche qui si può poi discutere sull’effettiva bontà del video. E sui rischi di ‘rovinare’ un luogo incontaminato che non può reggere i ritmi e i numeri del turismo di massa.

Ma l’obiettivo numero uno dei ragazzi, ovvero di far girare ancora una volta il loro prodotto e il loro nome, è stato centrato.

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