“Volare” di Rovazzi e Morandi, una lezione per chi fa impresa

Volare“. Già la scelta del titolo è a suo modo geniale. Riprende quello di una canzone di Pavarotti che a sua volta era un omaggio al celebre “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Una parola semplice, un verbo che tutti conoscono e che è associato a personaggi e contenuti celeberrimi.

Ma la mossa dell’inaspettato duo Rovazzi/Morandi è ancora più ardita. Un video che unisce un personaggio simbolo di quest’era tutta social con uno dei santoni della musica leggera italiana da oltre 50 anni.

Con il solito doppio livello: le immagini ironiche e goliardiche sottendono un messaggio polemico nei confronti della società dei like, dei post su Instagram e della propria vita messa in piazza a mezzo social.

 

UN MILIONE E MEZZO DI CLIC AL GIORNO PER VOLARE

Frame del video di "Volare"

Frame del video di “Volare”

Si può condividere o meno l’approccio (molti imputano a Rovazzi di criticare un mondo di cui è integralmente parte). Ma il successo di un’operazione simile è innegabile: al ritmo di oltre 1 milione e mezzo di visualizzazioni al giorno, in soli tre giorni è stata superata quota 5 milioni di clic su YouTube.

Quantificare il ritorno economico della cosa non è l’aspetto principale della vicenda. Per chi fa impresa, “Volare” di Rovazzi e Morandi può insegnare diverse cose. Una su tutte ce la insegna il Gianni nazionale: non si è mai troppo “vecchi” o fuori dal giro per fare qualcosa. Con la giusta attitudine e il giusto spirito si può fare qualunque cosa.

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