Cloudian si veste di rosa e sceglie l’Italia per offrire un file storage senza limiti

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Organizzazione, scalabilità e archiviazione. Quando un’azienda vuole gestire i propri dati deve fare appello a queste tre regole. Senza di esse non c’è ordine e senza ordine non ci può essere struttura. In un mondo dove il dato diventa il centro imprescindibile di informazioni interne ed esterne, la smaterializzazione di questo asset è all’ordine del giorno e allo stesso tempo, però, la sua accessibilità ovunque e in qualsiasi momento diventano un requisito fondamentale.

 

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Caterina Falchi, fondatrice di Infinity Storage e vice president file technology di Cloudian

Da qui, oltre 20 anni fa è partita Caterina Falchi, fondatrice di Infinity storage nel 1998 e oggi vice president file technology di Cloudian, azienda leader a livello globale nel settore enterprise che proprio qualche settimana fa ha annunciato l’aquisizione dell’innovativa pmi milanese. Un’operazione interessante sotto tanti punti di vista, che abbiamo voluto comprendere meglio conoscendo di persona la signora del file storage italiano che ci ha spiegato in maniera più precisa il valore di questa cessione e anche i vantaggi di un’offerta sostanzialmente infinita.

 

Falchi, cosa l’ha spinta a vendere la sua azienda?
«In realtà, non è stata per niente una spinta, ma al contrario io la vedo come il coronamento di una partnership già esistente che ci ha permesso di portare a termine un lavoro di ricerca e sviluppo durato mesi e che prima ha dato vita alla soluzione Hyperfile e poi come conseguenza naturale ha unito due realtà il cui obiettivo rimane quello di fornire il migliore servizio possibile al cliente, semplificandogli la vita e ottimizzando qualunque tipo di processo».

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