Conto alla rovescia per il GDPR: aziende a caccia di Data Protection Officer

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Aziende a caccia di Dpo. La figura aziendale del Data Protection Officer viene resa obbligatoria dall’applicazione del regolamento europeo GDPR (General Data Protection Regulation, esecutivo il prossimo 25 maggio 2018). Imprese e professionisti privati, dunque, dovranno nominare un responsabile della protezione dei dati.

 

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Secondo le nuove regole del GDPR, devono designare obbligatoriamente un Dpo la quasi totalità delle amministrazioni, enti pubblici e i soggetti la cui attività principale consiste in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico, su larga scala, dei dati sensibili, relativi alla salute o alla vita sessuale, genetici, giudiziari e biometrici degli utenti.

 

CONTO ALLA ROVESCIA PER IL GPDR

Conto alla rovescia per il GDPR: aziende a caccia di Data Protection Officer

Conto alla rovescia per il GDPR

«Nell’era dei big data – dichiara Cristian Sala, country manager di Kelly Services, leader mondiale nella consulenza per le risorse umane – il Dpo è una figura nuova e strategica, che molte aziende saranno obbligate a nominare, con opportunità di carriera sicuramente interessanti non solo nel breve periodo, con percorsi formativi e professionali multidisciplinari, destinata a essere molto più di un semplice garante della compliance normativa. In un mondo in cui i dati crescono a velocità impressionante e in cui la gestione delle informazioni ricopre un ruolo sempre più cruciale, un’amministrazione che sia rispettosa delle regole si traduce in un’attività realmente strategica, capace di creare un concreto valore aggiunto e un vantaggio competitivo per le aziende».

 

IL DPO È UNA FIGURA STRATEGICA

Quali le caratteristiche della nuova figura? Il Dpo deve conoscere a fondo la normativa e la prassi sulla protezione dei dati: può essere un dipendente o una persona esterna all’azienda. «Si tratta di una figura – continua Sala – per cui il garante ha previsto compiti e qualità professionali. Per alcuni profili, già esperti in materia di trattamento dei dati, sarà sufficiente un aggiornamento, ma sicuramente per le imprese sarà maggiormente tutelante rivolgersi a professionisti certificati, oltre che prevedere delle attività formative specifiche sulle quali molte aziende si stanno organizzando».

@82valentinas

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