Da rosa a verde, il Giro è sostenibile. Brusati: meno rifiuti più valore

Nibali-Vincenzo-Giro-Italia-2017

Altro che corsa rosa. Il centesimo Giro d’Italia – al via oggi da Alghero – si colora definitivamente di verde con il progetto “Ride Green”: dopo che nel 2016 l’84% dei rifiuti prodotti nelle tappe italiane è stato raccolto in modo differenziato, gli organizzatori fanno il bis con l’edizione del 2017, consolidando questa best practise.

«Il Giro ha capito che non gestire questi impatti, alla lunga, può creare danni di immagine e costi, mentre una loro corretta gestione produce valore», spiega a BiMag Marco Brusati, docente di “sustainable economic policy and management” e “comparative economics” presso l’università LIUC di Castellanza.

Una visione, la sua, frutto anche dell’attività promossa con Whatmatters, la società benefit di cui è co-fondatore assieme a Pierdavide Montonati.

 

Professor Brusati, il Giro d’Italia si conferma sostenibile: è un esempio da imitare?

Marco Brusati, docente alla LIUC e co-fondatore di Whatmatters

Marco Brusati, docente alla LIUC e co-fondatore di Whatmatters

«Il Giro d’Italia è una manifestazione che attira moltissime persone, che inevitabilmente generano grandi quantità di rifiuti. Il progetto “Ride Green” si pone come obiettivo proprio la mitigazione di questa specifica criticità ambientale connessa alla manifestazione. Gli organizzatori hanno scelto di percorrere la strada della sostenibilità: una precisa strategia che parte dall’individuazione di temi critici per il proprio business, il governo dei rischi connessi, l’individuazione di soluzioni che creano valore condiviso, sia per l’impresa sia per i propri portatori di interesse. Oggi la sostenibilità è una strada tracciata da un insieme di fattori e spinte: in quella direzione vanno agende e normative nazionali e internazionali, le preferenze dei consumatori, le richieste di vari gruppi di interesse, le pressioni delle multinazionali sulla propria filiera, ma anche una certa parte del mondo finanziario. In pochi anni la sostenibilità si è trasformata da un approccio decorativo (nice-to-do) a un cambio di paradigma culturale quasi obbligato (must-do)».

CONTINUA A LEGGERE QUESTO ARTICOLO  >

Pagine: 123

Bimag QUOTES

1 / 20
2 / 20
3 / 20
4 / 20
5 / 20
6 / 20
7 / 20
8 / 20
9 / 20
10 / 20
11 / 20
12 / 20
13 / 20
14 / 20
15 / 20
16 / 20
17 / 20
18 / 20
19 / 20
20 / 20

Restiamo in contatto

Vuoi essere aggiornato su finanziamenti e opportunità di business in Italia e nel mondo? Iscriviti alle newsletter di BiMag.