Dalai Lama predica l’illuminazione a Rho fiera: Buddha è in tutti noi

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Il Dalai Lama varca per la prima volta il padiglione fieristico di Rho: per ospitare 10 mila persone (tra loro, sul lungo palco, anche l’attore Richard Gere), infatti, occorreva uno spazio di grandi dimensioni. Ed è qui – dove nel 2017 si terrà Euroluce, il salone internazionale dell’illuminazione – che la massima autorità spirituale del buddhismo tibetano ha iniziato, oggi, la due giorni di incontri milanesi. È alla luce interiore, tuttavia, che il Dalai Lama chiede di rivolgere la mente: «Lo stato di Buddha è una realtà ottenibile da tutti. Per raggiungerlo dobbiamo scavare dentro alle nostre potenzialità, così da ottenere lo stato di completamento puro».

 

DALAI LAMA: DUE ORE SULL’ILLUMINAZIONE DELLA MENTE
Dalai Lama in Lombardia: 21 e 22 ottobre a Rho fiera (NewPress)

Il Dalai Lama in Lombardia: 21 e 22 ottobre 2016 a Rho fiera (NewPress)

È in uno dei più grandi quartieri espositivi al mondo, quello di Rho appunto, che il quattordicesimo Dalai Lama – classe 1935, premio Nobel nel 1989 – porta gli insegnamenti di Buddha. Due ore di lezione, a tratti in inglese e a tratti in tibetano, introdotti dalla cantillazione ipnotica del canone pāli e dalla recitazione della sutra del cuore: 10 mila sedie occupate, mai un rumore dal pubblico, per lo più italiani ma anche arrivati dal resto d’Europa, dall’America e dall’Asia.

L’illuminazione – dice Tenzin Gyatso al microfono ad archetto, amplificato nel padiglione numero uno – è un graduale processo di maturazione della mente: «Non si ottiene in un istante». Tra le sue mani il volume di preghiere e insegnamenti giallo e rosso distributo – assieme a un taccuino, una penna e alla presentazoine del centro di studi di buddhismo tibetano mlanese, Ghe Pel Ling – che legge alla platea. Legge, non smettendo mai di dondolare su se stesso con il busto, materializzandosi come metronomo di saggezza.

 

L’APPELLO AL DIALOGO: ABBIAMO TUTTI SETE DI FELICITÀ
Dalai Lama con Paolo VI nel 1973, primo viaggio fuori dall'India del futuro Nobel

Il Dalai Lama con Paolo VI nel 1973, primo viaggio fuori dall’India del futuro Nobel

Quarta volta ospite del capoluogo lombardo, per il Dalai Lama si chiude un cerchio tricolore: era l’autunno del 1973 quando – in occasione del suo primo viaggio al di fuori dell’India, dopo l’esilio dal Tibet – arrivò a Roma per incontrare Paolo VI.

A Rho fiera, ad ascoltarlo, ci sono i rappresentanti di diverse religioni, che lui ringrazia individuando il terreno comune d’azione: «Siamo esseri umani, tutti uguali: abbiamo due occhi, un naso e una bocca. Ci accumuna il fatto che vogliamo essere felici e abbiamo il diritto di raggiungere la felicità». Tutti i credenti – aggiunge – credono e praticano l’amore e la tolleranza.

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