Dipendenti e top manager, come non far scappare i migliori in azienda

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Dipendenti e top manager: come non farsi scappare i migliori in azienda? Lo rivela Cornerstone OnDemand, azienda attiva nello sviluppo di soluzioni cloud di learning e talent management, che ha stilato alcuni consigli su cosa le aziende potrebbero, e dovrebbero, fare per non farsi sfuggire i propri dipendenti migliori.

 

DIPENDENTI E TOP MANAGER: COME NON PERDERE I MIGLIORI
Dipendenti e top manager: come non farsi scappare i migliori in azienda? Lo rivela Cornerstone OnDemand

Il 43% dei lavoratori che ricoprono posizioni manageriali sta considerando nuove opportunità di carriera

Una recente ricerca pubblicata su CityAM rivela che oltre un quarto dei dipendenti senior (29%) si dichiara propenso a prendere in considerazione l’opportunità di cambiare lavoro nei prossimi cinque anni e che il 43% dei lavoratori che ricoprono posizioni manageriali stiano attualmente considerando nuove opportunità di carriera. «Quanto emerso da questo studio – spiega Franco Gementi, regional sales manager di Cornerstone OnDemand per l’Italia – potrebbe creare non pochi problemi alle aziende, specialmente a quelle che investono nello sviluppo delle proprie risorse per farle crescere e trasformarle nei leader di domani. Del resto, i migliori performer sono tipicamente persone ambiziose ed è naturale che cerchino sempre nuove possibilità per l’avanzamento della propria carriera». Cosa fare, dunque, per impedire alle vostre risorse migliori di andar via?
 

ESSERE TRASPARENTI SULLE POSIZIONI INTERNE
Dipendenti e top manager: come non farsi scappare i migliori in azienda? Lo rivela Cornerstone OnDemand

Il fattore più importante per la soddisfazione dei dipendenti è la mobilità interna

«Anche alcune nostre ricerche – continua Gementi – confermano l’idea che i lavoratori siano continuamente alla ricerca di nuove sfide per una maggiore realizzazione professionale. Un recente studio realizzato in collaborazione con Idc, che ha coinvolto 1.352 professionisti delle Hr e manager di linea in 16 paesi europei, ha, infatti, dimostrato che il fattore più importante per la soddisfazione dei dipendenti è la mobilità interna. Le persone che hanno riferito della possibilità di crescere professionalmente all’interno della propria azienda hanno mostrato anche un senso di appartenenza significativamente elevato e una maggiore propensione a consigliare ad altri il proprio posto di lavoro. Dunque, lavoratori più coinvolti significa anche lavoratori più felici e fedeli. Dal canto loro, i datori di lavoro devono dimostrare che vi sono chiare opportunità di carriera e di mobilità all’interno dell’azienda per assicurarsi che i propri dipendenti siano sempre soddisfatti, coinvolti e produttivi; devono essere espliciti sulle trasformazioni e gli sviluppi aziendali e fare in modo che i dipendenti siano consapevoli delle opportunità quando queste si presentano».
 

COSTRUIRE PIANI DI SVILUPPO DURATURI E INTERESSANTI
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La formazione continua delle risorse umane permette miglioramenti costanti in azienda

La formazione continua permette miglioramenti costanti e anche le persone più brillanti devono sviluppare le proprie capacità per diventare grandi leader. «Assicuratevi – commenta Gementi – che i vostri dipendenti abbiano la possibilità di seguire conferenze e corsi di formazione: di certo è un costo, ma sicuramente minore rispetto a quanto vi costerebbe sostituire le risorse che lasciano l’azienda. La chiave sta nel rendere la formazione e la crescita divertente e coinvolgente. Tenete conto delle passioni delle persone e sfidatele ad acquisire nuove competenze e aumentare la propria esperienza. Usando strumenti come, ad esempio, i Ted Talks potrete aprire le menti dei vostri dipendenti e aiutarli a pensare in modo diverso. I piani di sviluppo non devono essere monotoni».
 

COSTRUIRE ATTIVAMENTE LA PROPRIA CARRIERA
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È importante che i dipendenti assumano un ruolo proattivo nella definizione della propria carriera

I dipendenti, dunque, non devono avere la convinzione che gli avanzamenti della propria carriera siano esclusivamente nelle mani del datore di lavoro. «Anzi, oltre a sfruttare al massimo le opportunità che si presentano – conclude Gementi – dovrebbero essere spinti a cercarle proattivamente. Le aziende devono mettere i dipendenti nella condizione di poter dire la loro e assumere un ruolo proattivo nella definizione della propria carriera. Questo obiettivo può essere agevolmente raggiunto standardizzando le opportunità formative, fornendo criteri di misurazione delle performance chiari e allineati agli obiettivi di business e pubblicizzando in modo adeguato tutte le opportunità interne».

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