Con Dnaphone su Mamacrowd la ricerca italiana punta sul mondo del business e raccoglie 230 mila euro in 20 giorni


La ricerca in Italia da sempre è un punto dolente. I soldi sono pochi, le possibilità di sviluppo ancora meno e le competenze ormai iniziano a scarseggiare. Il lavoro non viene retribuito nella maniera giusta e, a volte, non viene proprio pagato. Per non parlare poi del fattore contrattuale. In questo scenario, che si trascina stancamente da tempo, si iniziano a vedere alcuni esempi virtuosi di come, grazie al mondo delle startup e all’ecosistema del digital crowdfunding italiano, stiano nascendo aziende innovative in grado di trasformarsi in vere e proprie eccellenze.

 

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Alessandro Candiani, ceo di Dnaphone

È stato il caso, qualche mese fa, di Graphene XT, che dall’università di Bologna era partito alla conquista del mercato italiano, riscuotendo un enorme successo, e ora, sempre grazie al supporto di una piattaforma seria e competente, come quella di Mamacrowd, è la volta di Dnaphone, giovane società tricolore capace di raccogliere circa 230 mila euro in soli 20 giorni di campagna di raccolta fondi online. Una startup nata dall’idea di tre ricercatori under 40 dell’ateneo parmense di ingegneria e architettura e biotecnologia che, dopo tre anni di studio, progettazione, prototipazione e sperimentazione, è finalmente riuscita ad approdare concretamente sul mercato con la sue innovativa tecnologia ottica per la spettrofotometria. Un progetto di grande valore per il mondo agroalimentare, e non solo, che abbiamo voluto scoprire insieme all’attuale ceo dell’impresa, Alessandro Candiani, che ci ha spiegato come dall’analisi del vino di qualità, presto la sua nuova soluzione pret a porter per la spettrometria dei liquidi sarà usata anche in altri settori, come quello della produzione di birra, olio o nel campo veterinario.

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