Con Dnaphone su Mamacrowd la ricerca italiana punta sul mondo del business e raccoglie 230 mila euro in 20 giorni

 

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Dnaphone ha raccolto già 230 mila euro su Mamacrowd

Come fosse la nuova licenza di un programma informatico?
«Esatto. Inoltre questo ci offre la prospettiva di raggiungere numerosi altri mercati da quello agroalimentare a quello sanitario, fino a quello ambientale e in futuro magari anche veterinario. La nostra offerta, potenzialmente, ha una scalabilità estremamente varia sia in termini di settore industriale, sia in termini territoriali. Uno dei nostri obiettivi, infatti, è anche quello di approdare in altri mercati al di fuori di quello italiano».

 

Senza contare la vostra proposta educativa…
«Diciamo che grazie all’attività di sperimentazione sviluppata in questi anni, abbiamo avuto modo di notare come, anche sotto questo profilo, il nostro progetto possa offrire interessanti opportunità che ci hanno permesso di sviluppare il nostro We lab. Uno strumento utile per i ragazzi che vogliono approcciare questo segmento della scienza e che grazie a noi hanno avuto la possibilità di farlo con alcuni progetti pilota che vorremmo strutturare ancora meglio e che per ora però rimangono ancora una bella possibilità di sperimentazione per il futuro».

 

I progetti più concreti per il prossimo periodo invece quali sono?
«Sicuramente entro la fine del 2018 vorremmo approcciare il mercato della produzione di birra. Al momento stiamo lavorando con la filiera del vino, infatti, ma siamo sicuri di poter offrire importanti vantaggi anche a un industria giovane e in grande espansione a livello imprenditoriale come quella della lavorazione del luppolo. Oltre a questo poi ci piacerebbe approfondire anche il segmento dell’olio che vede l’Italia come uno sei suoi territori di eccellenza».

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