Con Dnaphone su Mamacrowd la ricerca italiana punta sul mondo del business e raccoglie 230 mila euro in 20 giorni

 

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Quindi è questo il futuro per sostenere la ricerca italiana: trasformare i ricercatori in imprenditori e comunicatori?
«Non so se questa sia la strada giusta per tutti gli ambienti di ricerca, ma diciamo che ormai la tendenza che si sta riscontrando nell’ambiente della ricerca universitaria è questa, sarà poi il tempo a stabilire chi ha ragione».

 

Per ora voi avete ottenuto già buoni risultati, no?
«Credo di si. Basti pensare che quando abbiamo iniziato eravamo solo in tre, mentre oggi siamo circa una decina e in questi anni siamo riusciti a vincere bandi nazionali e internazionali e anche ad attirare alcuni importanti investitori in più fasi della nostra crescita e ora iniziamo a radicare in maniera sempre più solida la nostra presenza nel settore vinicolo».

 

Avete stretto qualche importante accordo in questo senso?
«Al momento non possiamo parlarne, ma di sicuro possiamo dire che parteciperemo a Vinitaly anche quest’anno e, a differenza della passata edizione dove la nostra presenza era stata titubante e forse anche leggermente prematura, ma sicuramente utile per comprendere le logiche della filiera, quest’anno avremo un posizionamento decisamente migliore».

 

Che consiglio darebbe a un giovane che volesse creare un progetto partendo proprio dal mondo della ricerca?
«In primis, bisogna avere un’idea chiara, sia di ciò su cui si vuole fare ricerca, sia del problema che si vuole andare a risolvere, sia di come si può fare per risolverlo. In secondo luogo, è necessario circondarsi di persone che guardano allo stesso obiettivo finale. In fine, credo sia essenziale fare tanta formazione. Diventare imprenditori non è proprio un gioco da ragazzi e passare dal mondo della ricerca al mondo del business per alcuni può essere anche molto complesso. È importante quindi imparare, studiare e essere pronti a saper gestire un po’ tutto lo spettro dei processi che stanno alla base di un’azienda. Poi, certo, ci sono gli incubatori, i consulenti, il network di contatti e così via, ma se si ha il controllo delle operazioni, non si perde mai di vista il quadro generale e la direzione presa».

  1. @IlSupremoDj

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