Dopo di noi, fondi presto insufficienti. Il bilancio di Bassetti

Dopo di noi è la legge che lo scorso giugno la Camera dei Deputati ha approvato. Riguarda le disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. La norma prevede misure di sostegno alle persone con disabilità grave rimaste senza genitori (o tutori) o con questi non più in grado di occuparsene, nell’ottica di favorire il benessere, l’inclusione e l’autonomia delle persone con disabilità. L’intento della legge è indubbiamente buono. La sua applicazione presenta, invece, alcune incertezze. Per non parlare delle critiche mosse dalle associazioni che si occupano di disabili. Qual è la strada per realizzare davvero quell’inclusione che è l’obiettivo principale della legge sul Dopo di noi? BiMag ha cercato di fare un po’ di chiarezza parlando con il notaio torinese Remo Bassetti, specialista in materia di trust.

 

Notaio Bassetti, la Camera ha approvato in via definitiva la legge Dopo di noi. Qual è il suo giudizio generale?

Da Remo Bassetti il giudizio sulla legge Dopo di noi

Remo Bassetti, notaio specialista in materia di trust

«È una legge che ha patito un lungo percorso di gestazione e che non risponde completamente alle aspettative. Però, segna una netta cesura rispetto al passato e lo fa anche con strumenti piuttosto evoluti. Pensiamo al cohousing oppure al trust. Direi che se la intendiamo come una pratica archiviata è deludente. Se lo vediamo come un work in progress è già un buon risultato».

 

Alcuni ritengono che il Dopo di noi sia insufficiente sia sul piano del merito che su quello del metodo. Cosa cambierà con l’attuazione concreta della legge?

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