764 mila euro in 96 ore, così la ricerca italiana conquista il mondo del crowdfunding

 

Resistente come il diamante, flessibile come la plastica e trasparente come il vetro: è il grafene liquido, il materiale del futuro. Scoperto nel 2004 e ancora in ampia fase di studio, questa sostanza spalmata su una pellicola avvolgente offre innumerevoli proprietà tecniche appartenenti a svariati composti. Una capacità più unica che rara, in grado di renderla uno degli elementi più analizzati e utilizzati per sperimentazioni scientifiche in tutto il mondo.

Perfino in Italia dove, seppur con un discreto ritardo rispetto al resto d’Europa, nelle ultime settimane ha riscosso un enorme successo in termini di crowdfunding, grazie all’innovativa startup bolognese Graphene XT. Un progetto di quattro ricercatori, tutti italiani e intorno ai 40 anni, capace in 96 ore di raggiungere 764 mila euro di investimento da oltre 250 finanziatori, superando in questo modo il tetto previsto di 530 mila euro. Un successo mai visto prima né per velocità, né per entità economica, di cui abbiamo voluto parlare con Oreste D’ambrosio, manager dell’area finance della società, che ci ha spiegato quali saranno gli obiettivi da raggiungere nei prossimi mesi e come si svilupperà il business di un’impresa che conta di raggiungere i sette milioni di euro di fatturato entro il 2020.

 

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Oreste D’Ambrosio, manager dell’area finance di Graphene XT

D’ambrosio, vi aspettavate questo successo?
«Diciamo che ci ha piacevolmente colto di sorpresa, fino a farci pensare per un momento anche di modificare il nostro business plan per capire cosa fare dell’avanzo accumulato durante la campagna con Mamacrowd, ma alla fine crediamo di restituire i soldi che sono arrivati in più rispetto a quanto avevamo richiesto».

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