L’impresa più facile è crescere i figli in Inghilterra. Scopri i benefit

«Filippo lavora come sviluppatore software a pochi minuti da casa – dice lei, una laurea in scienze motorie e un bachelor of science in tasca –, io sto avviando la mia attività di osteopata e insegnante di fitness: sono ufficialmente una lavoratrice autonoma, ma fino a 10 mila sterline (quasi 11.500 euro) di reddito annuali in Inghilterra non è necessario dichiarare alcunché». In Italia il limite di reddito annuo non tassabile è decisamente inferiore, pari a 8 mila euro.

 

SCUOLA MATERNA FLESSIBILE, PRIMARIA CON MENSA GRATIS

Nella scuola primaria inglese la mensa è gratis per tre anni

Nella scuola primaria inglese la mensa è gratis per tre anni

Aritmetica impietosa, dunque. Il Regno Unito – fatti i dovuti distinguo – batte l’Italia uno a zero sul fronte dei cosiddetti “child benefit”. I contrasti non sono finiti. Evidenti anche sul fronte delle strutture educative. La scuola materna o “pre-school early learning” prevede una flessibilità che l’Italia non conosce: «Leonardo frequenta un asilo per un totale di 21 ore settimanali: il mercoledì e il giovedì sta a casa con me. Grazie al Childcare Act 2016 a partire dal mese di settembre del 2017 i bambini tra i 3 e i 4 anni avranno diritto non più a 15 ore gratuite ma a 30 ore di asilo alla settimana», precisa.

Non è finita: c’è anche il “tax-free childcare”, ossia un fondo statale a cui i genitori che lavorano aderiscono e in cui versano soldi per pagare il “childcare” (dall’asilo al campus, alle bambinaie o “childminders”): per ogni 8 sterline investite lo stato inglese ne versa altre 2, restituendo così il 20 per cento di tasse pagate sulle ipotetiche 10 sterline guadagnate dal genitore e che lo stesso impegna nella cura del bambino.

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