Bastia (Informatica): dati alla mano, così si fa business nel 2017

Information concept: Data Management on computer keyboard backgr

Dati o big data come li chiamano gli americani. Un’enorme mole di numeri, file, geolocalizzazioni, date, orari, appuntamenti, scansioni e chi più ne ha, più ne metta. Interi data center sparsi nel mondo e già completamente saturi di informazioni governate più o meno correttamente in ambienti cloud. Elementi essenziali per il business, ormai, che se catalogati o gestiti male, possono rappresentare, al contrario, un ostacolo insormontabile per le aziende, capaci non solo di rallentarne le attività, ma anche di ridurne concretamente i guadagni.

 

claudio bastia informatica

Claudio Bastia, managing director Italy and South East Emea di Informatica

Per capire meglio di cosa stiamo parlando e del motivo per cui il 2017 sarà un anno cruciale per la gestione di questa criticità a livello aziendale, secondo gli analisti internazionali, abbiamo incontrato Claudio Bastia, managing director Italy & south east Emea di Informatica, azienda leader di mercato nella fornitura di soluzioni per la gestione dei dati, che proprio dall’inizio di questo nuovo anno si appresta a lanciare il suo nuovo Inform Partner Programme. Un progetto grazie al quale intende stringere accordi con un centinaio di partner di canale nella regione del mediterraneo, cercandoli in specifici settori verticali del data management quali l’integrazione cloud, la total customer relationship e gli analytics di prossima generazione.

 

Bastia, perché oggi il cloud e la sua adozione stanno diventando così importanti per le aziende?
«Prima di rispondere a questa domanda, bisogna partire da un’evidenza altrettanto essenziale. Il cloud ha portato un’innovazione senza precedenti nel mondo delle applicazioni enterprise. Ma, dal momento che è il business, e non l’IT, a guidarne l’approvvigionamento e l’adozione, la sua integrazione spesso diventa motivo di ripensamento da parte delle aziende, impedendo così di realizzarne pienamente il relativo potenziale, a causa della mancanza di connessione con tutto il resto».

 

Com’è possibile aggirare questo ostacolo?
«Perché ciascuna di queste applicazioni così specifiche sia efficace, deve avere accesso a dati puliti, connessi e sicuri in una grande varietà di formati e da un vasto numero di fonti. Tuttavia, in questo nuovo mondo IT ibrido l’onere di garantire la coerenza dei dati risiede nel cliente».

Quali sono i reali vantaggi che una tecnologia come questa porta al business?
«Invece di costruire nuovi data center, i Cio chiedono di utilizzare un fornitore di cloud pubblico come Amazon Web Services o Microsoft Azure. Allo stesso modo, al posto di installare applicazioni on-premise, la loro prima scelta è un provider SaaS, come Salesforce.com. I vantaggi del cloud, intesi come agilità, costo e scalabilità, sono molto chiari e spingono le scelte tecnologiche delle aziende, offrendo un’innovazione più snella e maggior valore».

 

Tuttavia, come mai in Italia le aziende stentano ancora a comprenderli?
«Ci sono tre importanti implicazioni che Cio e dirigenti hanno bisogno di prendere in considerazione quando incrementano l’utilizzo delle applicazioni e delle piattaforme cloud. Prima di tutto con gli opportuni strumenti e processi di gestione dei dati, i clienti possono puntare su una strategia basata sul cloud first. In secondo luogo, i dati rappresentano un grande vantaggio competitivo per le aziende che sanno usarli bene. Infine, indipendentemente da dove si trovino i dati, le aziende devono mantenere il completo controllo su di essi, avendo la capacità di amministrarli al meglio e per conto dei propri clienti».

 

Qual è oggi lo stato dell’arte di questo settore nel mercato italiano dal vostro punto di vista?

dati devono essere controllati

I dati, senza controllo, sono solo un ostacolo

«Se l’ipotesi centrale della trasformazione digitale è che si possano creare nuovi mercati e vantaggi competitivi diventando un business digitale, allora il fondamento di questa attività devono essere i dati».

 

In che senso?
«Dati di buona qualità alimentano tutto o, detto diversamente, dati di scarsa qualità, incompleti e mal formattati compromettono tutto. I dati sono il fattore del successo di ogni iniziativa».

 

Anche nel nostro paese?
«Certo. Informatica in Italia sta crescendo da tempo a tassi interessanti: nel 2015 l’incremento è stato di tre cifre rispetto all’anno precedente, mentre quest’anno ci attestiamo sulle due cifre. Ci sentiamo di poter parlare di crescita sana e duratura: il mercato tricolore sta dimostrando di premiare le nostre soluzioni e soprattutto il nostro modello di delivery che mette al primo posto un approccio di vendita professionale e a valore, quest’anno ancora più fortemente spinto verso l’adozione di soluzioni cloud particolarmente adatte per il cosiddetto mid market».

 

Quali sono i punti critici che devono essere migliorati, però, nel panorama italiano?
«Nel tentativo di essere accomodante con gli executive in azienda, l’IT sta facendo lo stesso errore fatto anni prima: implementare troppe applicazioni e investire troppo in piccole modifiche, piuttosto che creare miglioramenti locali, precludendo la strada all’agilità di business».

 

Esiste un modo per evitare questo processo deleterio per il business?

Il cloud ibrido è la soluzione del business per il 2017

Il cloud ibrido è la soluzione del business per il 2017

«Una gigantesca ondata di applicazioni basate sul cloud ha rivoluzionato il panorama del business. E, ancora una volta, i Cio stanno cercando di capire come unire queste app e districare la matassa dei flussi di dati. Strumenti e piattaforme di integrazione dati nel cloud possono aiutare i manager a governare la diffusione del modello SaaS, consentendo alle aziende di mobilitare sistematicamente e accrescere il valore dai dati sparsi negli ambienti cloud e on-premise allo stesso modo».

 

La visibilità sui dati è fondamentale per la loro gestione nel mondo cloud quindi.
«Quando si tratta di applicazioni SaaS, è il fornitore di SaaS che definisce i modelli dati e le politiche e i processi per la gestione degli stessi. La maggior parte dei clienti non ha nemmeno visibilità sui dati disponibili nel cloud. I metadati diventano pertanto cruciali. I provider SaaS consentiranno ai clienti di accedere ai propri metadati e, importando e aggregando i metadati, i clienti potranno ottenere visibilità sui loro dati nel cloud».

 

Qual è il modo migliore per raggiungere questo risultato?
«I dati dovranno essere ibridi ed eterogenei a patto, ovviamente, che gli strumenti di gestione dei dati che i clienti utilizzano siano altrettanto funzionali in ambienti eterogenei e ibridi».

 

Poi, però, si pone il fattore sicurezza dei dati…

dati più sicuri se gestiti meglio

Il problema non è la sicurezza, ma la gestione dei dati

«Sebbene il fornitore cloud abbia la responsabilità primaria di eventuali violazioni alla sicurezza, il brand del cliente è in gioco e viene ritenuto altrettanto responsabile. I clienti dovranno pertanto dare la priorità ai dati che devono assolutamente proteggere e implementare, così, strumenti e processi per garantire che ciò avvenga rigorosamente».

 

Una volta fatto questo, come bisogna procedere?
«La priorità dei dati è una conseguenza della visibilità sui dati. Una volta che i clienti hanno dato la priorità ai dati che devono essere protetti, potranno lavorare con il fornitore cloud per garantire che i controlli di sicurezza più opportuni, come mascheramento dati o la crittografia, siano attivi».

 

Cosa aspetta Informatica nel 2017?
«Con l’arrivo del nuovo anno Informatica offrirà un programma semplificato con ricompense a scalare, che offrono ai partner il modo più veloce per accrescere la loro redditività nella gestione dei dati e negli analytics. L’Inform partner programme ci aiuterà quindi a sviluppare la nostra rete in specifici settori verticali per implementare sempre di più la nostra strategia nel mid market dell’area Emea».

 

Qual è oggi la vostra offerta?
«Informatica ha compiuto un cambiamento strategico per costruire un canale globale a due livelli di partner che includa SI, Isv, Var e Vad al fine di sostenere il prossimo livello di crescita. Per affrontare il mid market, offriamo bundle di vendita dedicati al canale (Sell On-Prem DI, DQ, cloud and subscription bundles) specifici per: Etl data warehousing, advanced integration, 360 degree view of customer (Salesforce), SaaS integration and cloud analytics, data governance for delivering quality data, data governance for regulatory reporting e app-to-app consolidation».

 

Quali saranno le prossime tendenze di settore in Italia?
«L’adozione del modello SaaS è stata tradizionalmente appannaggio delle pmi, che sono alla ricerca di modelli basati su abbonamento e software facilmente scalabili. Eppure, alcuni investimenti nel SaaS sono stati fatti anche da aziende di livello enterprise nel 2016 all’interno di singole linee di business. Questo ha causato la frammentazione dei dati che sta ostacolando l’agilità del business stesso e che dovrà essere recuperata nel minore tempo possibile».

 

Cosa succederà quindi nei prossimi mesi?

no al saas si al cloud ibrido

Nel 2017 le enterprise dovranno migliorare i propri sistemi di gestione dati

«Nel 2017, piuttosto che abbandonare le implementazioni SaaS presenti al proprio interno, le aziende di successo adotteranno un approccio cloud ibrido e recupereranno la visibilità completa sui propri dati. Mentre la sicurezza su questi stessi sarà definita come la capacità delle aziende di sviluppare una strategia di gestione coesa che sia in grado di tenere traccia dei dati ovunque si trovino, mettendoli in sicurezza alla fonte».

 

Cosa comporteranno, però, in termini di business, questi nuovi trend?
«La governance e la gestione dei dati diventeranno le priorità per chi offre esperienze uniche e progetti di trasformazione digitale di successo, ma è necessario che i clienti sappiano se i dati che stanno per utilizzare per alimentare i sistemi siano di elevata qualità. Inoltre, avranno bisogno della giusta guida e degli strumenti per leggere e visualizzare i dati in modo che questi possano trovare un’applicazione concreta».

 

Qual è il modo migliore di farlo?
«Avere una strategia di gestione coerente dei dati è essenziale per colmare lo scollamento tra i data scientist e gli utenti aziendali».

 

Concludendo, quali sono quindi le qualità principali di un buon IT manager, secondo voi?

la gestione dei dati per il sucesso

Chi saprà gestire i dati sarà un Cio di successo

«Dal momento che la digitalizzazione è sempre più centrale nella strategia aziendale, i dipartimenti IT sono chiamati a fornire spunti strategici alla leadership. E mentre siamo alle prese con il caos generato dalla simultanea presenza di cloud, diffusione del modello SaaS, sfide legate alla mobilità e la velocità con cui è necessario rispondere al mercato, un tema accomuna tutto: i dati. Questo, infatti, sarà il vero scoglio da superare per i futuri IT manager. Chi saprà gestirli, riuscirà sicuramente ad avere successo».

@IlSupremoDj

Restiamo in contatto

Vuoi essere aggiornato su finanziamenti e opportunità di business in Italia e nel mondo? Iscriviti alle newsletter di BiMag.