Italiani “don’t speak excellent English”: meglio rumeni e slovacchi

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Italiani don’t speak English: è quanto rivelano i risultati del reporto sull’indice di conoscenza della lingua inglese (EF EPI-c 2016), stilato su un panel di 510mila persone, 2078 aziende e 40 Paesi. Lo studio esamina il rapporto tra l’inglese e una serie di indicatori economici e sociali, per valutare le sfide e le opportunità che i diversi paesi si trovano ad affrontare nel loro sforzo per migliorare le competenze in inglese della forza lavoro. L’Italia si trova al 20esimo posto della graduatoria con un indice di conoscenza dell’inglese di livello intermedio grazie al punteggio di 58,61.

 

AZIENDE ITALIANE DON’T SPEAK ENGLISH
Italiani don't speak english: si investe nei corsi ma con poco profitto

L’Italia si trova al 20esimo posto della graduatoria

L’Europa occupa i primi cinque posti del ranking mondiale, con i Paesi Bassi che guidano la classifica con un punteggio di 73,83. Seguono a poca distanza i Paesi Scandinavi: Danimarca (72,04), Svezia (71,71), Norvegia (71,27) e Finlandia (69,18). Filippine (67,38) ed Emirati Arabi Uniti (66,10) sono i primi Paesi non europei che compaiono all’interno della classifica e ricoprono, rispettivamente, il sesto e il settimo posto.

L’Italia si trova a metà graduatoria, al 20esimo posto, con un indice di conoscenza dell’inglese di livello intermedio grazie al punteggio di 58,61. Meglio la Germania, al 15esimo posto, e la Spagna, a 16esimo gradino del podio: dietro l’Italia, la Francia, solo 23esima.

 

ITALIA INVESTE IN FORMAZIONE MA CON POCO PROFITTO
Italiani don't speak english: si investe nei corsi ma con poco profitto

C’è un incremento del 7,92% degli investimenti in formazione linguistica per gli italiani

Gli italiani, dunque, don’t speak English: l’Italia slitta dal 15esimo posto del 2014 (con 54,31 punti) alla 20esima posizione del 2016 (con un punteggio di 58,61), nonostante un incremento del 7,92% degli investimenti in formazione linguistica. I risultati della ricerca mostrano una correlazione tra i punteggi ottenuti nella conoscenza dell’inglese e la trasparenza percepita a livello governativo.

Paesi Bassi, Danimarca e Svezia (ai primi posti del ranking mondiale per padronanza dell’inglese) sono associati a un basso livello di corruzione: la trasparenza, abbinata a un livello elevato di competenza linguistica, gioca un ruolo importante nella maggior parte delle interazioni commerciali internazionali.

 

ITALIA HA SCARSA PERCEZIONE ALL’ESTERO
Italiani don't speak english: si investe nei corsi ma con poco profitto

C’è una correlazione tra i punteggi ottenuti nella conoscenza dell’inglese e la trasparenza percepita all’estero

Diversamente, in Italia, il basso livello di competenza linguistica si riflette inevitabilmente anche sulla percezione delle imprese italiane all’estero: per puntare all’internazionalità è, infatti, necessario investire prima nella formazione linguistica dei lavoratori.

L’English Margin Report di EF Corporate Solutions mostra come l’88% dei clienti sia disposto a pagare un extra a quelle aziende con una padronanza dell’inglese migliore, mentre l’81% prenderebbe in considerazione la possibilità di scartare partner con una scarsa padronanza dell’inglese.

@82valentinas

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