Italy’s got talent, anche nell’architettura. Albano star in Iran

 

È arrivato il Salone del mobile 2017 a Milano, quali sono secondo lei le tendenze per i prossimi mesi nel mondo del design e dell’architettura a livello nazionale e internazionale?
«Il lusso e il Made in Italy avranno sempre una vetrina sul mondo e aumenteranno le personalizzazioni. Avremo sempre di più materiali performanti sia in ambito di progettazione architettonica, sia nell’industrial design. Le soluzioni e integrazioni relative al risparmio energetico saranno vincolanti per le realizzazioni sia nel residenziale che nel pubblico».

 

Che ruolo avrà l’innovazione tecnologica in questo scenario?
«Sempre connessi in ogni ambito di creazione, avremo un interior design che dialogherà in continuo con i supporti digitali. Mentre proprio grazie a questa nuova rivoluzione industriale sostenibile, ogni campo di applicazione sia nazionale che internazionale non rimarrà indifferente al green. Ma, soprattutto, l’opportunità di collaborare con semplicità attraverso i nuovi strumenti informatici rende sempre più auspicabile una progettazione partecipata dove la condivisione determinerà la funzione e gestione del costruito».

 

Quali sono le tre principali caratteristiche per un buon architetto di design secondo lei oggi?
«Proverei a dire questo: avere l’umiltà di apprendere un mestiere, dedicando il tempo necessario ad “andar per bottega”. Inoltre, bisogna di sicuro munirsi della pazienza di conoscere la cultura del progetto e di avere ben presente che una bella idea spesso equivale a uno scarso progetto. Infine, credo non debbano mancare mai la passione e la forza di accettare anche dei no e quindi di riprovarci. Tutto ciò al netto di competenze grafico progettuali, ovviamente».

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