La chiave del successo? La felicità. Porta al raggiungimento degli obiettivi

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«La felicità come stato d’essere interiore porta al raggiungimento degli obiettivi e, quindi, al successo». Inizia così la chiacchierata di BiMag con Ilena Rotella, insegnante certificata di ThetaHealing, naturopata e fondatrice della tecnica Quantum Touch Releasing (QTR). L’abbiamo incontrata nel suo studio presso Il Giardino Danzante, in via V maggio 11 a Milano. Lunghi capelli biondi e mossi, jeans chiari, blusa nei toni dell’azzurro pastello con fiori colorati, make up abbinato all’outfit, smalto color corallo e una lunga collana di perle al collo. «La perla è il simbolo della femminilità» ci spiega Ileana Rotella con quel sorriso che l’accompagna durante tutta l’intervista. Gli attestati, i diplomi e le certificazioni dei suoi studi riempiono la parete azzurra dietro alle sue spalle. «In ogni settore, la formazione è fondamentale» ci dice mentre ci racconta della sua formazione, che parte dall’Italia e arriva fino all’America e alla Grecia. Dalle sue parole escono fuori determinazione, grinta, sicurezza di sé ma anche simpatia, gentilezza e gratitudine a 360 gradi. L’intervista di BiMag parte proprio dal concetto di felicità.

 

Sta prendendo piede anche nelle aziende italiane il manager della felicità, figura professionale che arriva dagli Stati Uniti. La felicità è davvero la chiave per aumentare la motivazione dei dipendenti?

La chiave del successo? La felicità. Porta al raggiungimento degli obiettivi

Ilena Rotella, insegnante certificata ThetaHealing, naturopata e fondatrice della tecnica Quantum Touch Releasing (QTR)

«Innanzitutto chiariamo cos’è la felicità. A volte le persone sono portate a pensare che la felicità sia uno stato che si raggiunge in funzione di quello che si riesce a ottenere. Mi pongo degli obiettivi da raggiungere, li raggiungo e posso essere felice. Siamo stati abituati a pensare, soprattutto nei tempi passati, che la felicità fosse legata non solo al raggiungimento di un obiettivo ma è stata fatta una proiezione della felicità come qualcosa fuori da noi. In che senso? Per esempio, io posso essere felice se ho raggiunto un obiettivo oppure se ho tutto quello che mi sono prefissata di avere. Questa, però, è una prospettiva sbagliata perché, in realtà, la felicità deve essere uno stato d’essere interiore con cui ci muoviamo nella vita. In questa prospettiva ha senso parlare di manager della felicità e di ricerca della felicità per raggiungere il successo. Se intendiamo la felicità come uno stato di benessere interiore, siamo portati a vedere la vita in modo più ottimistico e ad accedere al nostro potenziale con più facilità. La persona serena e felice riesce a essere più intuitiva, è capace di tirare fuori quelle doti, capacità e talenti che sono allo stato silente nell’inconscio. Per accedere a queste doti bisogna mantenere uno stato di equilibrio, serenità e felicità interiore».

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