Di Maira (BTS): la formazione deve pensare al futuro, non rispondere al presente

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Formazione professionale, un mondo tanto importante quanto complesso. Un universo che rappresenta sempre di più un’esigenza per le aziende che cercano talenti da assumere, ai quali però poi richiedono anche quelle soft skill che permettono di assumere una posizione trasversale rispetto alla propria capacità di duttilità e utilità nei confronti del business. Una rivoluzione nell’incontro tra domanda e offerta, insomma, di cui si è accorta anche l’Ue, istituendo proprio negli ultimi giorni: la settimana europea della formazione professionale. Una manifestazione atta a sensibilizzare i giovani a scegliere i giusti percorsi formativi per assicurarsi una carriera di successo.

 

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Gianfranco Di Maira è l’amministratore delegato di BTS Italia

Per capire meglio, però, cosa sia effettivamente la formazione professionale, abbiamo voluto parlare con Gianfranco Di Maira, amministratore delegato di BTS Italia, filiale tricolore, recentemente creata, di una delle più innovative società di abilitatori di apprendimento e riorganizzazione strategica del business a livello internazionale, per capire meglio come sia cambiato il settore della formazione professionale oggi e quanto incida l’uso della tecnologia al suo interno.

 

Di Maira, partendo dalle basi, che cos’è un abilitatore di apprendimento?
«Ẻ qualsiasi attività esperienziale che genera nel partecipante una forte disponibilità all’apprendimento, che verrà poi soddisfatta da una risposta formativa».

 

Ovvero?
«A seguito dell’attività formativa, l’esperienza, portata a un livello superiore, diventa allenatore dell’apprendimento per rinforzare e “routinizzare” l’apprendimento stesso».

 

Qual è oggi l’offerta di una società come BTS?
«La nostra è una proposta molto ampia che si basa su un mix di attività di consulenza e formazione orientate alla comprensione e alla generazione di risultati di business per i clienti che ci ingaggiano. Il focus è sulla generazione di capacità di execution delle iniziative strategiche aziendali da parte delle risorse umane».

 

BTS è presente in 21 paesi nel mondo

BTS è presente in 21 paesi nel mondo

Quali sono le aree su cui intervenite maggiormente?
«Abbiamo sviluppato nel tempo capacità, strumenti ed esperienze in 5 aree principali: strategy allignment e business acumen, per l’efficienza nel raggiungere gli obiettivi aziendali rispetto alle esigenze di mercato, leadership e Management, per l’ottimizzazione dei risultati attraverso la gestione del personale, innovation, per sviluppare l’innovazione del business, sales transformation, per riorganizzare i modelli di vendita rispetto all’evoluzione del mercato, assessment, per migliorare il recruiting, le risorse umane, comunicazione interna ed eventi».

 

Quali sono gli ambiti su cui oggi è più importante fare formazione per un’azienda?
«Sono tutte quelle occasioni in cui una trasformazione organizzativa rende necessari l’allineamento strategico delle persone, l’allineamento degli atteggiamenti delle risorse impattate e l’allineamento delle competenze richieste per eseguire la nuova strategia aziendale».

 

Ci sono esempi pratici in cui la vostra formazione ha aiutato il business di un’azienda?
«Ve ne sono diversi, ma ne cito solo uno per tutti. Un nostro cliente aveva bisogno di allineare tutta la sua forza vendita europea su una nuova modalità di vendita a valore dei suoi beni industriali a seguito del lancio di un nuovo prodotto. Dopo aver condiviso attentamente i suoi bisogni e gli obiettivi di business attesi, abbiamo generato otto moduli formativi in sette lingue da erogare in circa 15 paesi e circa 1800 persone in tre mesi. Il tutto utilizzando una metodologia esperienziale, basata su una gamification diffusa e una misurazione dell’apprendimento e degli obiettivi definiti».

 

BTS Italia nasce dopo la recente acquisizione di Cesim Italia

BTS Italia nasce dopo la recente acquisizione di Cesim Italia

Qual è la percezione e la penetrazione di un servizio come il vostro nel mercato del business italiano?
«La percezione è quella di una offerta innovativa a elevato valore aggiunto. Nonostante pensiamo di essere tra i pochi a poter vantare una così articolata e sofisticata offerta, ci dedichiamo sempre a lavorare pancia bassa verso la massima soddisfazione dei nostri clienti e sviluppando format esperienziali e strumenti improntati al futuro».

 

Su cosa si dovrebbe puntare per migliorare la concezione del modello imprenditoriale italiano oggi?
«C’è bisogno di una maggiore attenzione alla capacità di supportare i risultati di business e meno attenzione alla formazione a catalogo o “a sé stante”».

 

Quali sono le tre caratteristiche principali per essere un buon trainer?
«Studio, studio, studio. A parte questo, noi crediamo che le metodologie formative che utilizziamo, in particolare le simulazioni esperienziali, potenzino molto le capacità dei nostri trainer e abilitino risultati ancor più efficaci».

 

La tecnologia è essenziale nei percorsi formativi

La tecnologia è essenziale nei percorsi formativi

Perchè la tecnologia è fondamentale per la vostra formazione e quali sono le sue applicazioni?
«Lo è sempre stata e lo sarà ancora di più in futuro. Siamo partiti già 30 anni fa dalle simulazioni di business basate su algoritmi software e ancora oggi sono una componente essenziale dei nostri metodi. A queste si sono aggiunti strumenti per sviluppare digitalmente esperienze formative nel tempo. Oggi abbiamo a disposizione diversi strumenti che abilitano una formazione senza soluzione di continuità tra l’aula e qualsiasi device informatico dei nostri partecipanti. Inoltre, utilizziamo tanta tecnologia per condividere le nostre conoscenze ed esperienze internamente tra gli oltre 500 colleghi nel mondo e per sviluppare una capacità di essere più efficaci e “vicini” ai nostri clienti».

 

Quali sono gli obiettivi di BTS per il 2017?
«Abbiamo l’obiettivo di consolidare il percorso di sviluppo che BTS ha avuto nel mondo anche in Italia, supportando le società più importanti del paese a raggiungere i propri risultati di business puntando sullo sviluppo delle proprie risorse umane».

 

La formazione deve guardare al futuro

La formazione deve guardare al futuro

Cosa consigliereste a un giovane che volesse approcciare il vostro settore magari con un suo progetto?
«Farsi avanti, aver coraggio di sbagliare, puntare a essere il migliore nel suo ambito e differenziarsi dalla folla. Queste sono le uniche cose che contano quando si vuole raggiungere il successo».

@IlSupremoDj

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