Meno dazi in Russia nel 2017. Gargiullo: testate online i vostri prodotti

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Conto alla rovescia per la riduzione dei dazi su molti prodotti da parte della Russia. Accadrà nel 2017 dopo l’adesione della Federazione Russa al Wto. Cosa cambierà per le aziende italiane che operano nel settore dell’export? Quali passi devono compiere.

BiMag prosegue la sua indagine con Giulio Gargiullo, esperto di web marketing e da oltre 10 anni attivo tra l’Italia e la Russia.

 

Giulio Gargiullo, cosa ci dobbiamo aspettare dalla Russia nel 2017?

Giulio Gargiullo, esperto di web marketing rivolto alla Russia

Giulio Gargiullo, esperto di web marketing rivolto alla Russia

«La Russia ha aderito al Wto nel 2012, ma la riduzione dei dazi su molte categorie di prodotti, avverrà nel 2017. Con l’entrata nell’Organizzazione internazionale del commercio estero, la Russia si è impegnata ad abbassare le tariffe sull’importazione fino a 7,8% per una stima di 250 miliardi di dollari, ridurre i sussidi ai settori interni (con particolare riguardo all’agricoltura), difendere la proprietà intellettuale e aprire il settore bancario ai capitali esteri. Secondo la Banca mondiale, solo nei primi tre anni, il pil russo potrebbe aumentare dall’1% al 3%. Nel lungo periodo l’incremento potrebbe anche essere dell’11%».

 

Quali sono i passi da compiere per l’internazionalizzazione in terra russa?

Dazi in Russia: il motore di ricerca Yandex offre tanti dati sul mercato russo

La sede moscovita del motore di ricerca Yandex: dalla sua navigazione tanti dati sul mercato russo

«Con piccoli investimenti le aziende, piccole e grandi, possono testare – grazie all’online o ai big data – il mercato russo in anticipo. Basti pensare solo all’enorme bacino informatico che possiamo interrogare nel più grande motore di ricerca russo che è Yandex o a dati molti dettagliati su segmenti di mercato. Molto spesso le aziende si presentano male in Russia, facendo il passo più lungo della gamba. Viceversa ci sono aziende che lavorano nella Federazione Russa già da molti anni, ma che ignorano e non impiegano le opportunità offerte dall’online in termini di informazioni strategiche da trarne».

 

Quali sono gli errori più frequenti che le imprese italiane commettono in Russia?

«Molto spesso le aziende italiane spendono decine, se non centinaia di migliaia di euro a Mosca, senza tuttavia comunicare alla stampa o agli operatori del settore locali. Con modesti budget mirati si possono ottenere enormi risultati e ritorni sugli investimenti. Oggi è possibile raggiungere in modo molto preciso, attraverso gli strumenti digitali, operatori, addetti ai lavori, influencer, giornalisti, investitori, gruppi d’interesse e istituzioni».

 

Qual è la strategia di marketing vincente a Mosca?

Al Bano Carrisi, artista molto amato in Russia

Al Bano Carrisi, artista amato in Russia

«Dobbiamo mettere in risalto l’italianità delle nostre imprese, non mettendo bandierine tricolori qua e là nelle brochure, nei siti e nelle presentazioni varie. Anche prodotti o servizi complessi da spiegare devono essere raccontati nel giusto modo, con uno storytelling adeguato che abbracci la provenienza dell’azienda, delle persone, del percorso aziendale e, se c’è, familiare. C’è sempre una grande storia dentro un’azienda, dentro un singolo prodotto o un servizio: questi devono essere raccontati e spiegati nel modo giusto. Siamo un grande Paese per l’expertise che ci contraddistingue, ma siamo anche italiani per i contesti dove sono nate le nostre aziende, i nostri padri e nonni che hanno dato via al tutto».

 

Concludiamo con il marketing. Quali attività digitali sono consigliabili?

Secondo Global blue, i russi sono tra i principali top spender in Italia

Secondo Global blue, i russi sono tra i principali top spender in Italia

«Mappare la domanda o il comportamento d’acquisto già dall’Italia, prevedendo la domanda legata a certi prodotti o servizi. Poi, non bisogna dimenticare che una fetta del mercato russo è anche inbound: decine di migliaia di russi arrivano nel nostro Paese ogni giorno per ammirare i nostri paesaggi, gustare i nostri sapori ma anche per fare tanto shopping, fare acquisti mirati in occasioni di fiere o fare business. Proprio in questi giorni gli ultimi dati di Global blue indicano il ritorno dei russi in Italia, che rimangono fra i principali top spender esteri nel nostro Paese. Anche in questi casi possiamo condurre il turista o l’uomo d’affari russo verso la nostra azienda, la fabbrica, lo store o la boutique. I russi sono molto interessati ad acquistare “in fabbrica” per toccare con mano la qualità e conoscere dove nasce il prodotto. È decisamente importante lavorare in un’ottica “glocal”».

(parte 2 – fine)

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