Il capo? Meglio un uomo. Lo preferisce il 64% dei lavoratori

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Il capo? Meglio un uomo. A preferirlo è il 64% dei lavoratori italiani. Lo rivela una ricerca sulla parità di genere nel posto di lavoro condotta da Randstad Workmonitor, l’indagine sul mondo del lavoro di Randstad, il secondo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, condotta in 33 Paesi del mondo su un campione di 400 lavoratori di età compresa fra 18 e 65 anni per ogni nazione.

 

IL CAPO? MEGLIO UN UOMO. LO DICE 64% ITALIANI
Il capo? Meglio un uomo. Lo preferisce il 64% dei lavoratori italiani

Due dipendenti su tre (il 64% degli italiani) preferiscono un capo uomo rispetto a una donna

Due dipendenti su tre (il 64% dei dipendenti, appunto) preferiscono un capo uomo rispetto a una donna. Il 91% dei lavoratori italiani, comunque, preferisce lavorare in contesti professionali caratterizzati dalla diversità di genere (contro l’87% della media mondiale).

Ma non solo: l’89% degli italiani ritiene che squadre eterogenee ottengano risultati migliori rispetto a team omogenei (contro il 68% della media globale).

 

PER 89% CON SQUADRE ETEROGENEE RISULTATI MIGLIORI
Il capo? Meglio un uomo. Lo preferisce il 64% dei lavoratori italiani

A parità di competenze, l’80% degli italiani ritiene che per un posto di lavoro vengano favoriti gli uomini

Lo studio, inoltre, rivela che l’82% dei lavoratori italiani pensa che gli uomini e le donne siano trattati allo stesso modo negli ambienti di lavoro mentre e l’81% dichiara che a parità di funzione corrisponda una parità di trattamento. Il 67% degli intervistati ritiene che gli uomini e le donne abbiano le stesse possibilità di essere assunti o di ottenere una promozione.

Alla prova dei fatti, però, la situazione sembra diversa: a parità di competenze, l’80% degli italiani ritiene che per un posto di lavoro vengano favoriti i candidati di genere maschile, solo il 20% crede che a spuntarla sia una donna.

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