D’Ambrosio (PerFrutto): il futuro dell’agricoltura è tecnologico

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L’innovazione tecnologica conquista anche il campo agrario. Lo testimonia il successo di PerFrutto, startup innovativa nata dopo anni di studi e ricerche messe a punto da docenti e ricercatori della facoltà di agraria dell’Università di Bologna. Questo nuovo progetto di innovazione tecnologica, nato per permettere di conoscere in anticipo la quantità di frutta prodotta, è stato ospitato su MamaCrowd, piattaforma di equity crowdfunding, ottenendo un notevole successo.

Lanciato a novembre, il programma di crowdfunding di PerFrutto ha già raggiunto e superato l’obiettivo minimo stabilito in 70 mila euro. Con 75 mila euro raccolti in meno di due mesi, PerFrutto si appresta a trovare nuovi soci e investitori, proseguendo il proprio overfunding.

Abbiamo chiesto a Oreste D’Ambrosio, CFO di PerFrutto di raccontare in cosa consista questa startup innovativa e quanto possano essere utili al settore agricolo le tecnologie.

 

PerFrutto è un’idea innovativa, Ci spiega come funziona?

«Fondamentalmente PerFrutto è information technology applicata alla frutticoltura: tramite questo servizio si può controllare il tasso di crescita dei frutti e avere previsioni sulla produzione. Con queste informazioni si ha un forte vantaggio competitivo, è possibile evidenziare problemi nelle performance di crescita e stroncarli sul nascere».

 

A chi è rivolto questo progetto di innovazione tecnologica?

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Oreste D’Ambrosio, CFO di PerFrutto

«Gli utilizzatori sono molti: il singolo frutticoltore usa PerFrutto per avere un feedback chiaro e immediato sul potenziale produttivo e quindi ottimizzare le proprie produzioni. Il grosso gruppo produttivo e la cooperativa possono prevedere quantità prodotte e classi di pezzatura, informazioni utili per i reparti commerciali ma anche per migliorare la logistica. Infine i tecnici sfruttano queste informazioni per gestire al meglio le consulenze agronomiche ai propri clienti».

 

Quali sono i vantaggi del portare la tecnologia anche in campo agrario? 

«Da un certo punto di vista, il grande balzo tecnologico degli ultimi anni riguardante le componenti elettroniche (miniaturizzazione, riduzione dei costi, etc.), ha permesso di rendere facilmente disponibili anche per l’ambito agrario, tecnologie prese in prestito da altri settori produttivi. In agricoltura, come in molti altri processi produttivi, è previsto consumo di energia e risorse che attraverso opportune trasformazioni portano alla produzione di beni vendibili».

 

L’ambito agrario ha qualche variabile in più, però 

«Sì, la particolarità dell’ambito agrario è che l’andamento climatico (spesso imprevedibile) rende il processo particolarmente difficile. Le tecnologie possono essere la giusta risposta in grado di far fronte all’imprevedibilità dettata dalle mutevoli condizioni climatiche».

 

Quali sono, invece, le difficoltà incontrate nel processo di innovazione tecnologica?

«La grande difficoltà sta nell’introdurre qualcosa di innovativo in un mondo che è molto legato alla tradizione. Tanto è maggiore il bagaglio di conoscenze ed esperienze, tanto maggiore è lo sforzo per ricavarsi uno spazio in cui operare con questi strumenti innovativi».

 

Il vostro lavoro è frutto di una sinergia tra ricerca accademica e imprenditorialità. È questo il futuro per la ricerca accademica?

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PerFrutto , innovazione tecnologica al servizio dell’agricoltura

«Molte barriere sono naturalmente presenti tra mondo accademico e imprenditoriale, ma tra gli effetti positivi della crisi economica,  c’è sicuramente il fatto che è stato dato un maggiore risalto a certi problemi che, se risolti, possono produrre un incremento di redditività. La ricerca di base continua a essere molto importante, ma nell’ambito agrario il confine tra questa e la ricerca applicata probabilmente è meno marcato che altrove. Auspico quindi che il lavoro congiunto di questi due mondi possa dare in futuro grandi risultati».

@ludabis

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