Pezzin (LVenture Group): così abbiamo portato Google e Cisco a investire sulle startup italiane

 

Pezzin, cosa vuol dire oggi fare open innovation?
«L’innovazione è un concetto strano soprattutto in Italia. Per me, che vengo dal settore dell’information technology, questo termine significa molte cose, ma forse quella più importante di tutto è il dinamismo. Oggi le grandi imprese sono colossi sostanzialmente statici, tutti improntati all’obiettivo di rimanere così come sono, con la costante paura di perdere qualcosa: soldi, investitori, clienti e così via. Com’è possibile innovare, se si perseguono questi risultati?».

 

Per questo ha deciso di cambiare la sua vita?
«Diciamo che è stata una serie di fattori a darmi l’opportunità di riposizionarmi a livello professionale e io non mi sono fatto sfuggire l’occasione».

 

Un bel salto nel vuoto?
«Non direi. Oggi in Italia ci sono oltre 40 acceleratori presenti sul mercato, ma i LUISS Enlabs sono indubbiamente uno dei più solidi e competenti. Per questo le grandi aziende ci scelgono come partner per scoprire i nuovi talenti del futuro. C’è una grande attenzione da parte delle società multinazionali in questo senso e piano, piano, forse anche loro iniziano a capire l’importanza di investire su qualcosa di nuovo».

 

Quante startup avete aiutato a crescere in questi anni?
«Più di 300 e non tendono a diminuire. Anzi, attualmente abbiamo circa 42 startup nel nostro portfolio e nell’ultimo periodo abbiamo avuto l’opportunità di supportare grandi progetti come Code Emotion, una community di data scientist ormai andata ben oltre i confini italiani, e KPI6, la piattaforma di analisi dei social media che restituisce un’unica digital identity ai propri clienti».

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