Playwood: ecco la startup italiana in stile Ikea che vale più di 400 mila euro

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Prendi una stampante 3D, le fai produrre un connettore per moduli di varie dimensioni, materiali e finalità d’utilizzo, e quindi inizi a creare e comporre. Sono questi i primi passi che hanno portato tre giovani amici, professionisti in differenti settori del business, a dare vita a Playwood. Una startup tutta italiana, ma dal carattere e dalla visione decisamente internazionale, che a sei mesi dalla sua uscita dall’acceleratore dei Luiss enlabs già vale più di 400 mila euro.

 

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Stefano Guerrieri, Ceo di Playwood

Nei giorni scorsi, infatti, grazie all’operazione, a firma di LVenture Group, del fondo di investimento Barcamper ventures (gestito da Primomiglio sgr) e Business angels, il progetto innovativo, con base a Reggio Emilia, è riuscito a vincere un cospicuo round d’investimento che porterà nuova liquidità nelle sue casse. Così abbiamo voluto incontrare uno dei suoi fondatori e Ceo dell’azienda, Stefano Guerrieri, che, insieme a Carlotta Nizzoli e Mirko Bonilauri, ha scommesso su un rivoluzionario sistema di arredo componibile e riassemblabile, sviluppato per facilitare (utilizzando qualsiasi materiale) l’allestimento di spazi temporanei, grazie alla stampa 3D.

 

Guerrieri, a cosa servirà questo finanziamento?
«Con questi soldi vogliamo sostenere il nostro piano di crescita su scala internazionale, oltre che aumentare il nostro organico. Attualmente infatti siamo in sette, ma vorremmo arrivare a 10 persone entro la fine dell’anno».

 

Quali sono i numeri di Playwood oggi?
«Noi siamo nati ufficialmente nel 2014 e il nostro portafoglio clienti oggi ha già raggiunto, attraverso i canali online e una rete distributiva capillare, una ventina di Paesi dal Giappone agli Stati Uniti. Mentre i nostri prodotti sono stati distribuiti in 210 mila esemplari, con una crescita del 25% mese su mese. I progetti di design scaricati dalla nostra piattaforma sono oltre 11 mila e gli utenti della community superano quota 20 mila».

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